Anzio, città da radici profonde.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.
lunedì 21 gennaio 2008
FINI-STORACE ECCO LE DIFFERENZE
FINI: «Cuffaro resta? Scelta condivisibile»
FINI: «Una scelta non soltanto comprensibile».
STORACE - «Ho provato un forte fastidio per il brindisi di Cuffaro e proprio non mando giù che il centrodestra possa eleggere chi ha aiutato un mafioso». È stato invece il commento del leader de La Destra, Francesco Storace. «Adesso comprendo - ha aggiunto - perché Nello Musumeci si candidò in Sicilia contro Cuffaro».
ITALIANI "BRAVA GENTE"
«Cleme’ buttali giù» L’urlo di San Pietro fa piangere Mastella
di Luca Telese - lunedì 21 gennaio 2008, 07:00
«Clemente, buttalì giùùùùù!!!!!». Una giornata su e giù per l’Italia, sparato come la pallina di un flipper. La mattina a Ceppaloni, a mezzogiorno all’Angelus di Benedetto XVI, poi di nuovo a Ceppaloni, poi a San Nicola Manfredi, a Benevento, davanti alle case degli amministratori dell’Udeur colpiti dai provvedimenti restrittivi della magistratura. E meno male che si era imposto un momento di pausa. Una giornata che inizia nel freddo pungente della mattina nel Sannio, con un dubbio atroce che lo attraversa («Che accoglienza avrò, a Roma»?). E che si compie prima e dopo il discorso del Papa con un imprevedibile bagno di folla. Mastella entra in piazza San Pietro accompagnato dal cappotto cammello dell’amico Carlo Rossella - ex direttore del Tg5 e presidente Medusa - che lo avvolge con la sua solidarietà, alternando le professioni di fede per il Pontefice gridate a squarciagola («Oh, Viva il Papàààaaaa!») a quelle di antipatia per il procuratore dell’inchiesta Mariano Maffei ripetute con sarcasmo («Ma che, ancora gli date retta a quello? Dopo Matrix si sarebbe dovuto sotterrare, un cialtrone!»).
Una giornata segnata da quella mattinata passata in piazza tra i Papa boys, che lo ha caricato come una molla. Qualcuno pensava che magari poteva scapparci una contestazione, e invece alla fine Clemente ha trovato i ragazzini che si fanno la foto con il cellulare e la digitale vicino a lui, le vecchine che gli danno la loro benedizione, e persino due diversi gruppi di suore che gli testimoniano la loro solidarietà così: «Onorevole Mastella, stiamo dicendo le preghiere per lei». Caspita. Alle ore 12.20, quando la sorella in tonaca azzurra si fa ambasciatrice del gruppetto che è con lei in piazza, Mastellone quasi crolla al tappeto per l’emozione. Improvvisamente si mette a tirare su con il naso, si asciuga gli occhi, poi si commuove davvero rivolgendosi ai giornalisti e a Rossella: «Ma avete visto che nel gruppo c’erano anche delle sorelle africane? E secondo voi queste si mettono a pregare per un boss corruttore?». Ma il vero fatto politico, annunciato da grida sporadiche fin dall’ingresso, si compie quando l’ex Guardasigilli esce dalla piazza, avvistato e inseguito dal popolo ratzingeriano in Borgo Pio. È come un fiume che gli cresce alle spalle, man mano che la folla si dirada, e la mole di Mastella recupera visibilità. Lo salutano da lontano le comitive in piedi sul colonnato, c’è una vecchina che si aggrappa alla non proprio sobrissima sciarpa viola, c’è uno che grida: «Non ti voto ma ti ammiro!». E subito dopo, passo dopo passo, nella fiumana di quelli che defluiscono dall’Angelus inizia a salire una sorta di coro, una pioggia di inviti, di invocazioni: «Clemente, tira giù il governo!!!», «Mastè! Mandali a casaaaa....». «A Casa! A casa!». Buttali giùùùùùù», «Liberaci da Proooodi!», «Libera Sandra!», «Pensaci tu» e il non proprio compassionevole «Massacraliììì». Una sequenza che pare partorita dalla penna di qualche sceneggiatore di cinema (Rossella non c’entra) e che finisce quasi per imbarazzarlo quando i giornalisti gli domandano a bruciapelo: «Sembra che tutti qui la vogliano fuori dall’Unione». E lui, roteando le pupille: «Sapete, l’ho detto e l’ho ripetuto... questo per me è il momento della famiglia, le scelte politiche verranno dopo».
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LEGGO, PUBBLICO E COMMENTO:
Pur di mandare a casa questo governo, ...a cosa sono disposti gl'italiani !!!
E la cosa comica è che presumibilmente cadrà... su un Pecoraro, e sommerso da ...rifiuti.
Maurizio Brugiatelli
domenica 20 gennaio 2008
Angelus domenicale
Buontempo: "Mai più religiosità passiva"
"Una grande partecipazione popolare, un fatto eccezionale non solo sotto il profilo numerico ma per l'intensità del sentimento a sostegno della sofferenza del santo Padre". E' quanto dichiarato da Teodoro Buontempo, presidente nazionale de LaDestra, oggi presente all'Angelus in piazza San Pietro "al fianco di decine di ragazzi del Nucleo romano e di quello abbruzzese di Gioventù Italiana". Presenti anche molte realtà italiane de La Destra venute a ROma per stringersi attorno al Pontefice.
Occorre - conclude - sacrificarsi per i propri valori e principi, per un sentimento etico e religioso deciso a migliorare con più impegno la società".
da La Destra News
I Carabinieri di Anzio arrestano pregiudicato di Aprilia
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anzio.net
Riforma elettorale, Buontempo:
| "La Casta si confronta solo per garantirsi il potere" | |
“Si continuano ad alzare polveroni sulla legge elettorale. Quasi tutti gli esponenti politici vanno in televisione a dire che il cosiddetto porcellum ha tolto agli italiani la possibilità di scegliere deputati e senatori, ma nessuna bozza di proposta di riforma, tra quelle che sono note, restituisce agli elettori la facoltà di scegliere direttamente e autonomamente i loro rappresentanti”. E’ quanto dichiara Teodoro Buontempo, presidente de La Destra.
“La casta, in realtà, si confronta solo sugli articoli che servono a garantire alle oligarchie dei partiti il potere straordinario di nominare, anziché di far eleggere, i rappresentanti del popolo. Visto che i partiti oscurano questa semplice realtà – conclude Buontempo – ci auguriamo che i media vogliano adeguatamente rilevarla, perché, La Destra ne è certa, salirebbe l’indignazione popolare contro imbroglioni travestiti da costituzionalisti”.
sabato 19 gennaio 2008
Sentenza del Csm: De Magistris via da Catanzaro
Roma - La condanna del Csm è dura, esemplare: una censura per Luigi De Magistris, che sarà trasferito da Catanzaro e non potrà più fare il pm. Unica, piccola, consolazione per il magistrato: respinto il trasferimento cautelare urgente, richiesto a settembre dall’allora ministro Clemente Mastella. Per applicare la sanzione disciplinare con il cambio di sede e funzione, si aspetterà l’esito di un probabile ricorso del pm e la pronuncia delle Sezioni unite della Cassazione. Il Csm è deciso ad accelerare i tempi al massimo, ma possono passare almeno 5-6 mesi. Intanto, a De Magistris non rimane nessuna delle inchieste delicate, a cominciare dalla Why Not con Mastella e Romano Prodi come indagati.
La decisione, presa all’unanimità dalla sezione disciplinare del Csm, per il pm è «profondamente ingiusta, totalmente inaccettabile». Dopo 4 ore sulle spine, durante la Camera di Consiglio, De Magistris è amareggiato e preannuncia che utilizzerà «ogni strumento per dimostrare la correttezza» del suo operato. «Il Csm ha scritto una pagina ingiusta - dice -nei confronti di un magistrato che non ha fatto altro che applicare sempre l’articolo 3 della Costituzione: ogni cittadino è uguale di fronte alla legge».
Ma c’è un altro articolo della Costituzione che, per il Pg della Cassazione (rappresentante dell’accusa al Csm), De Magistris non ha rispettato. Quello che dice: i giudici sono soggetti soltanto alla legge. Nella sua tagliente requisitoria Vito D’Ambrosio sostiene che «interpreta in modo errato e distorto» il suo ruolo, come una «missione» più che come «un mestiere». E non è questo «modello» di magistrato che disegna la Carta e che serve alla «democrazia ordinaria». Il Pg fa riferimento ad una nuova situazione nata nell’ultima settimana e il pensiero va subito alla bufera giudiziaria sui coniugi Mastella e alle accuse politiche al Csm perchè non sia corporativo e riconduca nei ranghi le toghe che travalicano i loro poteri. È certo un caso ma D’Ambrosio usa proprio la frase pronunciata da Mastella dando le dimissioni alla Camera: «Un magistrato è soggetto solo alla legge, ma almeno a quella».
di Anna Maria Greco - sabato 19 gennaio 2008,Anzio - Compattatori trasferiti
Entro una settimana i mezzi compattatori della società Volsca che svolge il servizio di raccolta dei rifiuti ad Anzio saranno trasferiti dal deposito di via Goldoni, a Lavinio stazione, in quello di via della Spadellata nella zona di Cavallo Morto, all'estrema periferia nord della città. Dopo mesi di proteste dei residenti di via Goldoni, che ritenevano inquinante la presenza del deposito a ridosso delle abitazioni, la società ha deciso di affittare un altro capannone dove trasferire i propri mezzi.
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venerdì 18 gennaio 2008
...e il partito "nuovo" CRESCE

LA DESTRA: ADERISCE
L’EX LEGHISTA
GIANCARLO PAGLIARINI
Venerdì 18 Gennaio 2008
MILANO, 18 GEN - Giancarlo Pagliarini, ex ministro leghista nel primo governo Berlusconi, oggi consigliere comunale a Milano nel gruppo misto, ha aderito formalmente al partito de La Destra. La sua scelta politica, annunciata oggi, e’ avvenuta attraverso l’adesione al movimento ‘La Destra per la riforma federale’, movimento che si e’ federato con il partito guidato da Francesco Storace.
da www.storace.it
da www.storace.it
NO, FORTISSIMAMENTE NO
di Francesco Storace
Anche se i media ci trascurano, io continuo a restare scandalizzato.
Mastella santo subito, sembra essere la parola d’ordine imperante nella casta. “Ma in fondo che ha fatto?”, dicono tutti attoniti. Già, che ha fatto. Ha semplicemente scambiato i diritti con i favori.
Dice Berlusconi: “Lo fanno tutti”. Sarà pure vero, allora presentiamo una proposta di legge per dire che non è reato. Altrimenti non si capisce dove sta la giustizia.
Io non so se Mastella ha commesso reati. So che ci sono magistrati che indagano. E’ successo pure a me e non ho combinato tutto questo casino. Di me dissero che ero una specie di male assoluto, lui lo santificano.
E’ evidente che se qualcuno pensa di accoglierlo nel centrodestra con lo 0,7 per cento di quelli che rimarranno liberi per fargli la campagna elettorale, noi non intendiamo affatto disturbare questa velleità. Semplicemente proporrei agli organi de La Destra – è una mia opinione personale – di non starci e combattere la nostra bella battaglia di libertà e di verità.
E’ disgustoso quello che accade, si è dovuti arrivare all’occupazione dell’aula di Montecitorio da parte di Buontempo, Santanché e Salerno per rivendicare il diritto di trascinare Prodi in Parlamento a farfugliare qualcosa. Poi accade che al Senato arrivi un aiutino a Bassolino grazie a provvidenziali assenze. E ora dovremmo prenderci pure Mastella?
No, no no e fortissimamente no.
Ieri sono stato ricoperto di insulti dall’Udeur per aver chiesto se è vero – lo ha scritto l’agenzia di stampa Apcom senza essere né smentita né denunciata – che Mastella e i suoi parlamentari sono andati a far visita ai detenuti agli arresti domiciliari rappresentanti del partito spazzato via dalla magistratura campana. Oggi persino sul Corriere della Sera c’è una notiziola che racconta della visita dei parlamentari dell’Udeur a Sandra Mastella. E si specifica persino che la legge lo consente. Non e’ vero: la legge lo vieta. Un parlamentare può far visita al detenuto in carcere, perché si va a verificare le condizioni di reclusione di un detenuto. Per andarlo a visitare a casa c’è bisogno dell’autorizzazione di un magistrato. E quale magistrato avrebbe mai potuto autorizzare Mastella ad andare nelle case dei coindagati…?
Si difendano nel processo e non dal processo. Usino la legge e non si scontrino con la legge. Siano umili e non arroganti. Proprio chi è passato attraverso le scudisciate di certa magistratura deve dare l’esempio ai comuni mortali che ci passano senza che nessuno si occupi di loro. Non so se è reato o violazione etica quello che riguarda quanto leggiamo sulle telefonate di Mastella: ma so che un uomo così non dovrebbe mai stare in un governo e soprattutto non potrebbe mai starci con i voti dei parlamentari de La Destra.