
LA PRIMA DONNA CANDITA A PREMIER IN ITALIA
Sen. Storace, allora è fatta. Santanchè candidata premier…
ELEZIONI: STORACE, DESTRA PRONTA ALLA BATTAGLIA
- Trieste, 10 feb. - “A me interessa che tra sessanta giorni inizi il nuovo percorso della Destra, con piu’ parlamentari, con più possibilità di governare il territorio.
Noi siamo scesi da una barca quando ci siamo accorti che il mondo rischiava di cambiarci. E ora, anche se ancora non so dirvi in quale forma, dobbiamo essere pronti alla battaglia”.
Lo ha affermato a Trieste, di fronte a oltre 500 delegati, il leader della Destra Francesco STORACE.
“Siccome non mi fido di nessuno, ma solamente di noi - ha precisato STORACE - dico che siamo anche capaci di fare una corsa solitaria. Non voglio che vinca la sinistra, io voglio che vinca il centrodestra, ma un centrodestra che ci deve rispettare, in caso contrario sarebbe una vecchia riedizione della Democrazia cristiana”.
“In questi giorni - ha aggiunto STORACE - saremo subissati di sondaggi, positivi e negativi. Guardiamoli e poi sbadigliamo, perchè il sondaggio vero sarà quello del giorno prima delle elezioni, quando avrà deciso anche quel 35 per cento di indecisi. Vuol dire che c’è una parte ancora tutta da conquistare. Quando Teodoro Bontempo ci dice il 28 marzo tutti a Roma, io spero che saremo tantissimi. Vuol dire che avremo già raggiunto un buon livello organizzativo. Ma dobbiamo evitare passi falsi. La Destra dobbiamo costruirla mettendo al centro la politica italiana e qui che dobbiamo giocare la nostra partita. Noi non ricordiamo le foibe per ragioni di cassetta elettorale. Le ricordiamo perché vogliamo che per gli italiani nel futuro questo ricordo sia sempre vivo”.
A chiusura dei lavori della conferenza organizzativa nazionale de La Destra, che si è svolta oggi a Trieste, l’onorevole Teodoro Buontempo ha dichiarato:
“Con i veti il centrodestra ha regalato il governo del Paese a Prodi e all’estrema sinistra. Oggi vorrebbero seguire lo stesso schema per inconfessabili motivi politici. La Destra non vuole regali da nessuno. Gli eventuali seggi alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica se li vuole guadagnare sul campo, presentandosi alle elezioni con i suoi uomini e con il suo simbolo. Mentre altri hanno chiesto asilo a Berlusconi, coperture politiche e seggi in Parlamento, noi gli abbiamo chiesto solo di fare il suo dovere di capo di una coalizione che deve garantire pari dignità a tutti coloro che la vogliono sostenere per riportarlo alla Presidenza del Consiglio. Non è normale che il capo di una coalizione accetti la logica dei veti, indebolendo elettoralmente la coalizione stessa. Se a La Destra verrà impedito di presentarsi con il proprio simbolo all’interno della coalizione del centrodestra, andrà da sola anche fuori dalla coalizione. Abbiamo dato vita a La Destra per garantire agli uomini e alle donne che credono nei suoi valori libertà e autonomia. E’ chiaro che se il nostro partito non sarà presente nella coalizione di centrodestra nelle elezioni politiche, nessuno si può illudere che per le competizioni amministrative ci si possa ritrovare uniti. Da domani, i nostri iscritti e i nostri militanti saranno in tutte le piazze d’Italia per raccogliere le firme necessarie per partecipare alla competizione elettorale e facciamo appello ai cittadini affinché ci aiutino in questa battaglia, necessaria per ridare dignità alla politica”
ELEZIONI: STORACE, VELTRONI DA SOLO?
SI VERGOGNA
DI EX ALLEATI
AGI) - Trieste, 10 feb. - “Pensate che paradosso. Veltroni si alza una mattina e dice io corro da solo. E tutti dicono che e’ stato coraggioso. In realtà di vergognava dei suoi alleati che hanno distrutto l’Italia”. Lo ha detto a Trieste il leader della Destra, Francesco STORACE, parlando alla prima Conferenza organizzativa del partito.
“Poi siccome Veltroni ha fatto vedere che e’ coraggioso - ha aggiunto STORACE - allora anche Berlusconi diventa coraggioso e compie un suo progetto con il Partito della libertà. Qui mi sembra che ci sia la lotta per la semplificazione, ma forse e’ meglio aspettare la prova elettorale. Perché a ben vedere la semplificazione ha prodotto il raddoppio dei poli: erano due e ora sono quattro, cinque.
Quindi non c’é una semplificazione, ma un aumento dell’offerta politica. E allora i galli sono cinque o sei e chissà quanti altri nasceranno…”.
“Dobbiamo venire incontro alle famiglie italiane che non ce la fanno più a campare - ha detto ancora STORACE - attraverso interventi strutturali. Noi dobbiamo contrastare il carovita, l’acqua cara. A queste cose dobbiamo pensare noi, non ci può pensare Luca di Montezemolo… Ci deve pensare una politica che può partire solo da noi. Certo che noi possiamo correre da soli, ma se ci diranno che aumenteranno le quote degli immigrati che ci sarà il Corano nelle scuole, allora questo sarebbe difficile da pretendere da noi”.
| VOTO '08: BERLUSCONI-STORACE - Fumata nera | | |
| 11/02/2008 | |
| 11 feb. - Si conclude con un nulla di fatto l'incontro Berlusconi-Storace, nessuna ipotesi di alleanza elettorale tra il leader della destra Francesco Storace e il Pdl. Al termine di una cena con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ad Arcore, è Storace a spiegare che per un eventuale accordo esistono dei veti: "avremmo voluto poter militare nel centro destra per battere la sinistra. I veti hanno già causato molte sconfitte in passato ed è sbagliato continuare. Andremo avanti con la doppia firma su due moduli e vedremo se qualcuno sapra ragionare" In merito alle possibilità di un'alleanza Storace replica: "noi vogliamo andare con un candidato che proviene dalle nostre fila perchè‚ dobbiamo poterci fidare. Se ci sono alleati con cui non si può avere un dialogo questo sarà inevitabile" ma "se Berlusconi vuole vincere le elezioni e governare il Paese credo che si renda conto dei problemi e che alla destra ci tenga. Vedremo". E comunque La destra non rinuncerà al proprio simbolo. Daniela Santanchè aggiunge "Il popolo della destra oggi ha fatto evincere che non siamo disposti nè a trattare nè a rinunciare al nostro simbolo. Noi vogliamo portare Berlusconi a palazzo Chigi se la destra potrà mantenere il simbolo - ha detto Santanchè - altrimenti stiamo scaldando i motori, faremo la nostra strada e andremo avanti da soli. La storia della "Destra" in questo paese non si può cancella come un gessetto sulla lavagna". |
BUONTEMPO A BERLUSCONI: “ATTENTO AI CAVALLI DI TROIA”
8 Febbraio 2008
“Faremo il possibile per vincere per il bene del Paese- precisa Buontempo- e non per il potere personale. Non siamo un partitino a caccia di coperture e per questo cercheremo una soluzione che possa evidenziare la nostra assoluta autonomia con l’esigenza di portare il centrodestra alla vittoria. Per vincere e’ necessario trovare la strada giusta per sommare non solo i voti ma anche i valori e i principi per governare il Paese con un programma valido”. Ecco perché arriva il secondo messaggio al leader di Forza Italia. “Da Berlusconi non abbiamo ne’ preso ne’ chiesto un euro - dice Buontempo - e questo ci pone in una condizione di assoluta libertà e autonomia: siamo noi che desideriamo partecipare a una battaglia comune per vincere e non sono gli altri che devono dire se possiamo far parte o no del progetto. Ricordo che le ultime elezioni sono state perse per 24.000 voti e per non aver trovato un accordo in Sicilia con Nello Musumeci che di voti ne ha presi 36.000″. Secondo Buontempo, dunque, il problema sta nel fatto che “si teme La Destra e per questo vengono fatte dichiarazioni, come quelle di Maroni e Buttiglione, irresponsabili. Se si ripeteranno non ci resterebbe che andare da soli”. Domani dunque Berlusconi dovrebbe comunicare a Storace la sua decisione “che verrà sottoposta domenica a Trieste ai quadri provinciali del partito. Durante quei lavori- dice Buontempo - comunicheremo ufficialmente la nostra posizione perché , contrariamente a quelli definiti partitini, noi abbiamo dimostrato con una costituente che abbiamo un popolo a cui rispondere e per questo ogni scelta deve essere condivisa da militanti e amici”. Insomma “normale tensione” per quanto sta avvenendo, ma anche “fiducia e serenità’” perché “non temiamo di andare da soli. Anche gli altri devono creare certe condizioni ricordandosi che non siamo un partitino che, se minacciato, si mette col piatto in mano”.

ROMA, 8 FEB - Prima di tutto si deve chiarire la posizione della Lega. Poi si potra’ decidere. Perche’ non si capisce ”per quale motivo ad alcuni venga garantito di preservare la propria identita’ e ad altri no”. Il leader della Destra Francesco Storace non vuole ancora prendere una posizione definitiva sull’ingresso della sua forza politica nel partito del Popolo della Liberta’, almeno fino a quando non si mette in chiaro la questione della Lega: l’unico partito ‘autorizzato’ da Berlusconi a concorrere alle prossime elezioni con il proprio simbolo, dando vita ad una mini coalizione con il Pdl.
”Prima di tutto infatti - spiega Storace piuttosto contrariato - si deve chiarire perche’ uno puo’ rivendicare la propria rappresentanza e un altro no…”.
Il senatore della Destra, ricordando che lui e’ ”l’unico a non aver mai chiesto a Berlusconi ne’ ”un solo euro, ne’ il diritto di tribuna”, chiede insomma ‘pari opportunita”’
spiegando che il listone unico per lui ‘’sarebbe un sacrificio enorme” visto che deve convincere il suo partito a entrarci perdendo visibilita’ e identita’. Ma e’ un passo che e’ pronto a fare se tutti pero’ vengono messi in condizione di partire dalla stessa linea di partenza. Senza vantaggi.
”Come faccio - aggiunge Storace - a chiedere a Nello Musumeci di candidarsi insieme a Toto’ Cuffaro?”. Se poi quelle che prevalgono, ipotizza, sono solo ”le logiche di casta per cui prevalgono Cuffaro e Mastella su Storace e Musumeci”, tutto il discorso cambia.
”La partita - conclude - e’ quanto mai seria visto che, oltre a cadere nel trappolone di Veltroni, con questi veti continui, si rischia di perdere le elezioni”.
| » 2008-02-07 17:10 |
| Campidoglio: Rutelli, candidato? |
| Prima di decidere intende 'ascoltare' la sua citta' |


Walter Veltroni con Pier Paolo Pasolini e Ferdinando Adornato negli anni Settanta.
Walter Veltroni è figlio di Vittorio Veltroni, dirigente della RAI degli anni cinquanta, scomparso quando Walter aveva un anno. Si avvicinò, come il padre, al mondo del cinema, ed è partendo da questa attività scolastica iniziò l'attività politica iscrivendosi alla Federazione Giovanile Comunista Italiana , la "palestra" dalla quale è uscita gran parte dei futuri dirigenti del Partito Comunista Italiano.Nel 1976, a ventun'anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste proprio del PCI, mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano, ed in questa veste egli fu favorevole alla svolta della Bolognina di Achille Occhetto e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra.Veltroni fu scelto nel 1992 come direttore "di compromesso" de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista, qualifica che ha conseguito il 12 luglio del 1995, già quarantenne. Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu però sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173.Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione del Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che in seguito alla confluenza nel partito di formazioni di varia ispirazione, laiche e cattoliche (Sinistra repubblicana, Cristiano Sociali, Comunisti unitari, Laburisti) si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra.Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma, Veltroni fu eletto sindaco con il 53% dei voti
La nascita del Partito Democratico è avvenuta ufficialmente il 14 ottobre 2007
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" Se questo è il "nuovo"... e ci sarà qualcuno che ci crederà! Cosa c'è di nuovo oggi in Italia?
Basta con le balle della legge elettorale, l'Italia ha bisogno di programmi e di uomini che abbiano la capacità e sopratutto il "CORAGGIO" di attuarli. Chi sarà chiamato a governare il paese, le regioni, le provincie i comuni, lo faccia, con il vero senso di missione, "sentendo" il popolo, senza utulizzarlo solo per raggiungere il potere e poi gestire, con solo fine di di zappare il proprio orticello.
IERI DUE FAMIGLIE DI LAVORATORI SONO STATE SPEZZATE A CAUSA DELL'IDEMPIENZA DELLE NORME DI SICUREZZA.
ORMAI E' UN BOLLETTINO DI GUERRA!
PIU' SICUREZZA SU I POSTI DI LAVORO
QUESTO DEVE ESSERE IL PRIMO PUNTO DI PROGRAMMA
GL'ITALIANI MUOIONO SUL POSTO DI LAVORO COME IN NESSUN ALTRO PAESE E' VERGOGNOSO.
ANCHE IN CONSIDERAZIONE CHE POI CON GLI STIPENDI NON SI ARRIVA NEANCHE ALLA SECONDA SETTIMANA.
Questa mattina solo particolarmente "INCAZZATO" e ne ho piene le scatole di questi burocrati, che continuano a cercare di convincerci, che c'è sempre un motivo per non fare le cose.
E' arrivato il momento, che chi si prenderà l'onore di andare a governare, cerchi e trovi, i modi per "fare anche ciò he non si potrebbe fare".
Maurizio Brugiatelli
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Originario dell'Oriente, arruolato nell'esercito romano, era stato trasferito con la sua legione nei quartieri invernali di Amasea (Anatolia) al tempo dell'imperatore Galerio Massimiano.
Improvvisamente fu promulgato un editto per cui si ordinava ai soldati di sacrificare agli dei; Teodoro che era un cristiano si rifiutò nonostante le sollecitazioni del tribuno e dei compagni; gli fu concesso un tempo per ripensarci ma egli ne approfittò per incendiare il tempio di Cibele (Madre degli dèi) che sorgeva al centro di Amasea presso il fiume Iris.
Ricondotto in tribunale fu torturato con il cavalletto e poi gettato in prigione a morire di fame, lì ebbe celesti e confortanti visioni, infine fu condannato a bruciare vivo, ciò avvenne il 17 febbraio probabilmente fra il 306 e il 311 d.C.