Anzio, città da radici profonde.

Anzio, città dalle radici profonde.
Nell'antichità Antium venne assorbita nello stato romano.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.

martedì 29 aprile 2008

CHIAVETTA SINDACO DI NETTUNO



CHIAVETTA
15260 67,92%
   -%

MINCHELLA
7208 32,08%
   -%

Totale 22468 100,00%

ALEMANNO SINDACO DI ROMA

CAMPIDOGLIO, BUONTEMPO: SCONFITTO SISTEMA DI POTERE SINISTRA

“Con la vittoria di Alemanno, a Roma, è stato sconfitto l’intero sistema di potere della sinistra. Per la conquista del Comune di Roma “La Destra” ha fatto la sua parte determinante con generosa partecipazione, nonostante gli ostracismi subiti nella campagna elettorale per le politiche”. Lo afferma Teodoro Buontempo che è stato candidato per la Destra alla provincia di Roma. “L’elezione di Alemanno allo scranno più alto del Campidoglio è un risultato che viene da lontano - osserva Buontempo -, una vittoria costruita passo dopo passo da una destra di popolo che negli anni ha dimostrato grande affidabilità”. Rutelli, sconfitto dai romani, invece, ha continuato con cinismo a seminare veleno e odio e ha pagato anche per la cattiva gestione della capitale nei suoi due precedenti mandati che mi videro con determinazione all’opposizione - conclude Buontempo -. Spero che con la nuova amministrazione la periferia di Roma possa diventare protagonista del cambiamento. Sono certo che il nuovo sindaco sarà capace di mettere in pratica iniziative per la rinascita della periferia e di garantire più sicurezza per l’intero territorio di Roma”

lunedì 28 aprile 2008

venerdì 25 aprile 2008

Da " Spigoli" http://faber2008.blogspot.com/

25 aprile:
per una memoria accettata e rispettata

“La pacificazione nazionale non può essere prospettata agli altri se non comincia da noi e se non si evidenzia in tutte le nostre parole, in tutte le nostre iniziative responsabili… se ne sono pienamente convinti tutti coloro che sono sempre stati e continuano ad essere vicini al Movimento Sociale Italiano… se ne sono pienamente convinti coloro che si onorano di aver militato nella Rsi, coloro che hanno fatto la dura scelta dei campi di concentramento ‘non collaboratori’, coloro che hanno subito galera ed epurazioni. E’ difficile, è addirittura impossibile che chi ha pagato di persona per una causa morale e nazionale, non sia oggi pienamente disponibile per pagare di persona per una causa altrettanto morale e nazionale.”
Così - nel lontano 1972 - Giorgio Almirante parlava di pacificazione nazionale che definiva “suprema esigenza morale”. Parole ancora attuali, perché nulla è cambiato. Dopo 36 anni - ed a 63 anni dalla fine della guerra civile - una parte d’Italia festeggia ancora in pompa magna la ricorrenza del 25 aprile come anniversario della liberazione, festeggiando un’insurrezione minoritaria che influì ben poco sull’esito finale, una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati in una guerra fratricida. Eppure, il 48,9% degli italiani non sente questa data come festa nazionale ed il 21,5% non sa neanche cosa viene celebrato. (Sondaggio Ferrari Nasi & Grisantelli, 4 aprile 2008)
Un evento che si rivitalizza a ridosso delle sconfitte elettorali della sinistra, come già avvenne nel 1994, e questa volta, con la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, la rabbia è tanta. “Bella ciao” e “Fischia il vento”, accompagnate dalle bandiere rosse e dai pugni chiusi verso il cielo, saranno le colonne sonore della rivincita dei 'trombati'. Una celebrazione che “non sarà mai una festa condivisa fino a che non si rimuoverà il suo lato oscuro e criminale, messo in luce da Pansa, circa le stragi e le bestialità commesse a guerra finita”. (Marcello Veneziani – Libero, 24 aprile 2008) Un lato oscuro e criminale sul quale si è aperto un piccolo scorcio di verità, un tragico capitolo di storia patria del quale non si sente parlare senza l’anacronistica retorica dell’antifascismo di ritorno.
Urge ritrovare la memoria, che non potrà essere condivisa, ma almeno accettata e rispettata reciprocamente. Serve favorirla ricordando con rispetto tutti i caduti della guerra civile. Con un’iniziativa che rischia di incontrare l’ostilità di entrambe le parti in causa: attraverso le testimonianze scritte dalle due parti in lotta, rendendo così onore a chi ha lottato ed è caduto in nome delle proprie Idee.

Da “Lettere dei condannati a morte della Repubblica Sociale Italiana”
«…ieri sera dopo che mi è stata comunicata la notizia, mi sono disteso sul letto e ho provato una sensazione che già avevo conosciuto da bambino: ho sentito cioè che il mio spirito si riempiva di forza e si estendeva fino a divenire immenso, come se volesse liberarsi dai vincoli della carne per riconquistare la libertà. Non ho alcun risentimento contro coloro che stanno per uccidermi perché so che non sono che degli strumenti scelti da Dio che ha giudicato sufficiente il ciclo spirituale da me trascorso in questa vita presente. Cara mamma termino la lettera perché il tempo dei condannati a morte è contato fino al secondo. Sono contento della morte che mi è destinata perché è una delle più belle essendo legata a un sacro ideale. Io cado ucciso in questa immensa battaglia per la salvezza dello spirito e della civiltà, ma so che altri continueranno la lotta per la vittoria che la Giustizia non può assegnare che a noi.»
Franco (18 anni)

Da “Lettere dei condannati a morte della Resistenza”
«Muoio per la mia patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto, accetto con rassegnazione il suo volere… Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l’Italia. Raggiungo con cristiana rassegnazione mia mamma che santamente mi educò e mi protesse nei vent’anni della mia vita. L’amavo troppo la mia patria: non la tradite e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano, perché non sanno quello che fanno e non pensano che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia… i martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la sua volontà.»
Giancarlo (20 anni)

giovedì 24 aprile 2008

SILENZIO

Sono sempre stato in linea con le scelte del partito, anche a costo di prendere batoste!
Ciò che è l'espressione del partito l'ho pubblicato, ma fino a lunedì sera personalmente mi prendo una pausa di

SILENZIO
Maurizio Brugiatelli

mercoledì 23 aprile 2008

da www.storace.it

CONTRO LA SINISTRA

23 Aprile 2008

di Francesco Storace

Storace e Buontempo

Gli elettori delle liste La Destra-Fiamma Tricolore al Comune e alla Provincia di Roma sono stati invitati da Francesco Storace, Teodoro Buontempo, d’intesa con Luca Romagnoli, a sostenere i candidati alternativi alla sinistra nelle elezioni di ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. Lo hanno detto il segretario nazionale e il presidente de La Destra nel corso di una conferenza stampa. La libertà di coscienza sarebbe stata l’atto più ipocrita per un partito politico di fronte ad una tornata elettorale. Ci sarebbero state mille ragioni per invitare gli elettori a disertare le urne di fronte al trattamento ricevuto da La Destra e dalla Fiamma Tricolore in campagna elettorale e dal rifiuto ad apparentarsi. Di fronte avevamo tre strade: sostenere i candidati del centrodestra, sostenere quelli del centrosinistra, invitare all’astensione. Ma sia Storace che Buontempo si sono candidati in alternativa a Rutelli e a Zingaretti: “Il nostro – hanno detto – va letto come un gesto d’amore verso la città e la provincia e di responsabilità politica senza chiedere alcunché ai candidati del Pdl”. Storace ha sottolineato che Rutelli “ha detto cose oscene sul mio conto, dettate da propaganda ed evidente nervosismo, che si è ben guardato dal pronunciare nelle due uniche occasioni di confronto che abbiamo avuto”. Storace ha infine rivolto l’invito alla comunità ebraica di Roma a chiedere scusa a La Destra-Fiamma Tricolore per le vergognose accuse rivolte contro di noi, che peseranno sui rapporti futuri”. Infine, il segretario de La Destra ha chiesto ad Alemanno di non procedere con gli annunci di spoil system per l’amministrazione che intende presiedere: “gli avversari politici si rispettano, e mi riferisco a Goffredo Bettini, e non si epurano. Quelle cose lasciamole fare alla sinistra”.

martedì 22 aprile 2008

da La Destra news

Ballottaggi

“Al termine della riunione del direttivo romano conclusasi nella tarda serata di ieri, è stata votata all’unanimità la delega al segretario nazionale Francesco Storace per valutare a breve la posizione del partito in ordine al ballottaggio tra Rutelli ed Alemanno”. E' quanto riferisce una nota del direttivo romano de La Destra.


“Va da sé - conclude la nota- che ogni altra posizione è, per quanto autorevole, prettamente personale. L’auspicio è che si trovi il modo per mantenere la nostra identita,preservando però la dignità di una comunità ingiustamente accusata di essere antisemita, accusa cui lo stesso Alemanno ha dato il suo personale e vergognoso contributo, rinunciando ad un apparentamento offerto".

«A proposito del ballottaggio al Comune e alla Provincia, La Destra, con senso di responsabilità, prenderà una posizione unitaria che sarà comunicata ufficialmente. Ogni altro, diverso, orientamento è da ritenersi una forzatura giornalistica».
Lo dichiara il presidente de
La Destra, Teodoro Buontempo.

Luisa Regimenti

La Rete del Sociale”

“Ieri sera il Direttivo Romano de La Destra ha espresso all’unanimità la piena fiducia nei confronti del Segretario Nazionale Francesco Storace, conferendogli la delega in bianco circa il comportamento da assumere da parte del partito in occasione del ballottaggio fra Rutelli e Alemanno”. Afferma Luisa Regimenti Responsabile nazionale della Rete del Sociale de La Destra nonché Coordinatrice della campagna elettorale di Roma e del Lazio in merito al ballottaggio per Sindaco di Roma.
“Unico altro argomento toccato nel corso della seduta è stata l’infamante accusa di antisemitismo con cui hanno cercato di bollarci e su cui speriamo si possa far chiarezza il prima possibile in quanto tutti possono ancora ben ricordare che il Senatore Storace fu l’unico uomo politico italiano invitato ai 90 anni del Rabbino Capo Toaff e il primo leader di un partito di destra italiano a recarsi a Gerusalemme.”
“Il Dipartimento da me rappresentato” continua la Regimenti “conta ad oggi oltre 800 iscritti e sono orgogliosa di come si sia distinto in questa campagna elettorale soprattutto per il pesante apporto umano: dalle nostre fila sono venute fuori le candidature di ben 2 senatori, fra cui il vice comandante del Cocer dei Carabinieri, e altre, numerose e autorevoli, per la provincia, per il comune e per i municipi romani.”

Storace le ridicole farneticazioni di Rutelli

“Rutelli ha sbagliato e molto. Ieri non sono andato in Tribunale per la Sanità, visto che non sono stato nemmeno mai indagato. Ma sono andato ad ascoltare la testimonianza di un dirigente del Comune di Roma, che ha dichiarato che sul cosiddetto Laziogate non c'è stato alcun ingresso abusivo all'Anagrafe del Comune di Roma...”.

E’ quanto dichiara il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.

TUTTI AL MARE...TUTTI AL MARE....


Il 27 e 28 aprile i cittadini di Roma e provincia saranno chiamati a scegliere, ai ballottaggi per il Comune e la Presidenza della Provincia, fra due moderati, Rutelli e Zingaretti, e due moderati, Alemanno e Antoniozzi, fra due liberal-capitalisti e due liberal-capitalisti, fra due politicanti di professione e due politicanti di professione, fra due vicini ai grandi palazzinari romani e due vicini ai grandi palazzinari romani. Sarà una scelta ardua, difficile. Forza Nuova corre in aiuto dei romani: il 27 ed il 28 aprile andate al mare, o ai laghi, o a fare una scampagnata! Le due compagini che si fronteggiano sono pressoché uguali, hanno detto, in campagna elettorale, le stesse cose: contro l’immigrazione (ma fino ad ora non hanno mai fatto niente), per la casa (ma anche qui nessun fatto concreto), per questo, per quello, le solite promesse elettorali; entrambi sono espressione di uno stesso modo d’intendere e fare politica, tutte e due dopo aver snobbato i centristi ora gli fanno la corte per avere il loro supporto. Di fronte al solito mercato delle vacche che si sta svolgendo, cercando di accaparrarsi i voti delle liste minori con la promessa di qualche assessorato o giù di li, la mia posizione è chiara: diciamo ai nostri elettori di non andare a votare. La stessa cosa ovviamente a Nettuno, quindi una proposta: romani e nettunesi da i sani valori, invadiamo le spiagge di Nettuno.

Maurizio Brugiatelli

lunedì 21 aprile 2008

da www.storace.it

RINALDI (L. STORACE), PAVONCELLO DIMENTICA MUSSOLINI E CIARRAPICO IN FORZA AL PDL

Roma, 21 apr. - ”Ricordando gli ottimi rapporti che la comunita’ ebraica aveva con Francesco Storace nel periodo in cui quest’ultimo era Governatore della Regione Lazio, viene spontaneo chiedersi come mai ci sia stato questo radicale cambiamento di
opinione. Perche’ non si attacca il Pdl, con in testa la Mussolini e il superfascista Ciarra che sara’ addirittura senatore nel prossimo Governo?” . Lo afferma Vladimiro Rinaldi, capogruppo della Lista Storace presso il Consiglio Regionale del Lazio commentando quanto dichiarato nei giorni scorsi da Perla Pavoncello, la 24enne precaria
diventata nota quando Silvio Berlusconi le consiglio’ di sposare un rampollo miliardario.

“Sarebbe interessante ricevere risposta dalla giovane Perla Pavoncello? - conclude Rinaldi - Che i gravi fatti del passato passino in seconda linea di fronte al decantato fascino berlusconiano?”.

S.O.S. SICUREZZA


C’è chi dice che non si può lasciare Roma nelle mani di Rutelli e del centrosinistra perché la situazione in fatto di sicurezza s’è fatta delicata.
Domanda : ma veramente pensate che possa essere un sindaco a risolvere questo gravissimo problema ?
Cosa può fare un sindaco ? sguinzaglia gli accalappiacani ?
Io sono arci convinto che per rimettere le cose a posto il compito è del governo centrale che deve avviare il seguente programma che a molti sembrerà drastico ma di sicura efficacia:
1-sospendere e rimettere in discussione il trattato di Schengen con i paesi dell’est europeo (sopratutto Romania) fintanto che questi signori non si decidono a riprendersi la monnezza che hanno sbolognato in Italia, sia quelli accampati intorno alle nostre metropoli che quelli in carcere a scontare una pena;
2-abolizione della legge Gozzini con sospensione dei relativi benefici; è inutile parlare di “recupero” con gente abituata da sempre a prendere legnate sulla capoccia sotto il regime comunista. Questa è gente incattivita che per 10 euro ti strangola una famiglia intera.
3-Effettivo controllo del territorio ! La polizia deve stare sulle strade e non a svolgere lavori burocratici ( rilascio passaporti-certificazione ascensori-licenze dei superalcolici..ecc..). Gli agenti vanno pagati con stipendi adeguati e non con 5 euro di aumenti mensili.
Questi tre punti sono fondamentali per il recupero di un minimo di sicurezza nelle nostre città.

Maurizio Brugiatelli