Anzio, città da radici profonde.

Anzio, città dalle radici profonde.
Nell'antichità Antium venne assorbita nello stato romano.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.

venerdì 2 maggio 2008

dal sito di DI PIETRO

10 - Silvio “privato corruttore”

Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Silvio 'privato corruttore'" (pag.769).

"Anche i giudici d’appello chiamano Berlusconi il “privato corruttore”. Ma diversamente da quel che avevano stabilito i loro colleghi nel rinvio a giudizio, scrivono nero su bianco che Previti, Pacifico e Acampora non concorrono nel reato del giudice Metta, bensì in quello del “privato corruttore”, cioè del Cavaliere:

l’attività degli extranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una condotta, che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere, in via diretta, dal privato interessato […]. La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore.

In pratica i tre avvocati Fininvest agirono come intermediari di Berlusconi, che li incaricò di pagare Metta e, in seguito alla sentenza comprata, alla fine intascò il primo gruppo editoriale italiano. E, diversamente da lui, non meritano le attenuanti generiche, “non ravvisandosi alcun elemento positivo per attenuare il trattamento sanzionatorio”. E questo per:

l’enorme gravità del reato [e per] la gravità del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile secondo i quali la giurisdizione è valore a presidio e tutela di tutti i cittadini con conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte nella causa civile e per le ricadute nel sistema editoriale italiano, trattandosi di controversia (la cosiddetta guerra di Segrate) finalizzata al controllo dei mezzi di informazione; [per] la spiccata intensità del dolo; [per] i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente; [per] i comportamenti processuali tenuti [con continue e spudorate “menzogne”, nda]; [per] il precedente penale specifico [Imi-Sir, nda].

Quanto alle parti civili, i giudici riconoscono alla Presidenza del Consiglio un danno di 129 mila euro:

l’episodio delittuoso si svolse all’interno della cosiddetta “guerra di Segrate”, combattuta per il controllo di noti e influenti mezzi di informazione; e si deve tener conto dei conseguenti interessi in gioco, rilevanti non solo sotto un profilo meramente economico, comunque ingente, ma anche sotto quello prettamente sociale della proprietà e dell’acquisizione di mezzi di informazione di tale diffusione.

La parte civile Cir, cioè De Benedetti, ha diritto al rimborso dei danni morali e patrimoniali, ma da quantificare in separata sede civile: i giudici avrebbero concesso un anticipo in sede penale, cioè una “provvisionale”, ma i legali Cir non ne hanno fatto richiesta. Spetterà dunque ai giudici civili stabilire e liquidare:

tanto il danno emergente quanto il lucro cessante, sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi effettivi di cessione della Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari.

Il 13 luglio 2007 la II sezione penale della Cassazione mette il timbro finale al caso Mondadori, confermando in toto la sentenza d’appello-bis. La vicenda – scrivono i giudici – “coinvolgente la Fininvest, fonte della corruzione e pagatrice del pretium sceleris”, cioè del “mercimonio” della sentenza Metta, non può ammettere le attenuanti generiche: per “l’elevata gravità del reato e del relativo danno, l’intensità del dolo, i motivi a delinquere e i comportamenti processuali” caratterizzati da “mendacio”. Quanto alle prove, ce ne sono a bizzeffe: rappresentano un “corredo di emergenze, nomi e collegamenti ben diverso dalla definizione di “schizzo di fango”, usata dai difensori dell’ex giudice Metta. Ora è ufficiale: il Cavaliere possiede da sedici anni una casa editrice grazie a una sentenza comprata. Ma, naturalmente, nessuno gliene chiederà conto.”

da IL MESSAGGERO




LA DESTRA CONTINUA

LA BATTAGLIA AI RIFIUTI


di ANTONELLA MOSCA

Lavinio invasa dai rifiuti, dalla zona mare alla stazione ferroviaria
fino a via delle 5 Miglia. Cosa che va avanti da mesi e che rischia
di scoppiare alle porte dell'estate.
Ieri Sebastiano Attoni, consigliere de La Destra(ed ex assessore),
ha chiesto al sindaco Luciano Bruschini di "avviare procedure
per ripristinare a Lavinio una situazione di dignitosa vivibilità".
Il sindaco, sempre ieri, ha firmato un'ordinanza che regolamenta
smaltimento di potature e rifiuti, con multe per i trasgressori.
«I compattatori prelevano solo i rifiuti dei cassonetti
- spiega Attoni - quelli ammucchiati in strada,
sia perchè i cassoni sono colmi sia per l'inciviltà di tanti, rimagono lì.
Creando allarme igienico e degrado ambientale».
Davanti a Parcobaleno, giardino pubblico per i bambini,
20 metri di strada è "tipo Napoli".
Nelle vie di Lavinio si ammassano rifiuti urbani,
mobili rotti, calcinacci, travi di ferro e centinaia di sacchi
colmi di potature ed erba. «E' il periodo - dice Attoni -
in cui la gente viene ad affittare le case per l'estate.
Non credo voglia trascorrerla fra l'immondizia».
Ma Bruschini sostiene: «In questi giorni c'è stata una
pulizia straordinaria della città ed è in corso il taglio delle erbe.
Invito i cittadini a collaborare per mantenere Anzio pulita».
L'ordinanza intima: i privati potranno lasciare le potature
vicino ai cassonetti, in sacchi chiusi, solo il primo e il terzo
lunedì del mese dalle ore 18 alle 24.
Giardinieri e imprese dovranno usare discariche autorizzate.
Multe da 80 a 480 euro per i trasgressori.
I rifiuti urbani potranno essere gettati solo dalle ore 20 alle 5 del mattino.
I commercianti dovranno gettare gli imballaggi nei contenitori dopo
averli tagliati in dimensioni di 50 cm, pressati e legati.
I cittadini devono pulire le proprie siepi ed eliminare l'erba dal proprio
fronte strada.
«Presto-conclude il sindaco-sarà appaltato il nuovo servizio dei rifiuti».

mercoledì 30 aprile 2008

Questa sera Attoni a Striscia la Notizia

FUSTI TOSSICI IN UN SITO DISMESSO

Il blitz delle Fiamme Gialle di Nettuno
nela zona Padiglione dopo lunghe indagini e verifiche.
Sequestrata dalla Guardia di finanza un' area di cica 4 ettari

La segnalazione era partita un mese fa dal candidato

de La Destra Attoni

che ora chiede al primo cittadino una bonifica immediata

Leggi tutto su Latina Oggi

http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/30_04_2008/pag15nettuno.pdf




martedì 29 aprile 2008

RIFLESSIONI


Le notizie qui sotto le conoscerete già tutti, ora dovrei dare un mio commento, ma non è facile....
Iniziamo da Almanno; non posso nascondere che è una delle persone che più stimo di A.N. ( ma poi A.N. esiste ancora? Mah! Hai posteri l'ardua sentenza ) la sua vittoria quindi mi fa piacere ma non mi esalta come dovrebbe.
"Roma, la mia Roma" e chi mi conosce sa bene quanto amo Roma," finalmente libera dal duo Veltroni-Rutelli, e nuovo Sindaco: Gianni Alemanno, cosa si può chiedere di meglio?"
Questo avrei detto un anno fa, e sarei in piazza a festeggiare, ma oggi, non posso negare che a Francesco Storace Sindaco, un pensierino lo avevo fatto, o quanto meno un adeguato riconoscimento in Campidoglio, per un uomo che ha avuto il coraggio di fare ciò che ha fatto con; i pochi mezzi a disposizione, con un partito nato 6 mesi fa ( senza immaginare che la politica 6 mesi dopo decideva di eliminare i partiti...) con i voltafaccia e i tradimenti di persone cui si era fidato.
Non me ne voglia il caro Alemanno, a cui faccio i miei auguri di buon lavoro, ma non sono saltato dalla sedia per la tua vittoria.

Sindaco di Nettuno: e qui è tosta!!!
Meno male che non ho votato.... risiedo ad Anzio.
Mi limito a dire auguri Alessio, governare Nettuno sarà dura, ma se lascerai da parte le bandiere e porterai avanti la tua vecchia proposta di un governo di Salute Pubblica starai attento agli "Squali" e ti occuperai del bene di Nettuno, in molti ti staranno vicino ( lontano dalla tua bandiera però... e credimi questo è il pensiero di molti nettunesi, che hanno votato Te non il simbolo che rappresenti )

Di Zingaretti che dire?
Auguri anche a lui, spero che dia una mano a Chiavetta, ( insieme a Marrazzo)perché il comune di Nettuno ha bisogno di tanto aiuto.

Ma non posso non ringraziare e fare i miei più sinceri ringraziamenti a

Walter Veltroni un GENIO

ha fatto:

CADERE IL GOVERNO PRODI

SPARIRE I COMUNISTI

ELEGGERE ALEMANNO A ROMA.

( Ma siamo sicuri che non è inscritto al Popolo della Libertà? Neanche il cavaliere era riuscito a tanto in così poco tempo)

Maurizio Brugiatelli

ZINGARETTI ALLA PROVINCIA DI ROMA

"SARO' IL PRESIDENTE DI TUTTI"

Nicola è il nuovo Presidente della Provincia di Roma. Ha vinto il ballottaggio sul candidato del centrodestra Antoniozzi con più di un milione di voti (1001490), pari al il 51,481 dei consensi.

CHIAVETTA SINDACO DI NETTUNO



CHIAVETTA
15260 67,92%
   -%

MINCHELLA
7208 32,08%
   -%

Totale 22468 100,00%

ALEMANNO SINDACO DI ROMA

CAMPIDOGLIO, BUONTEMPO: SCONFITTO SISTEMA DI POTERE SINISTRA

“Con la vittoria di Alemanno, a Roma, è stato sconfitto l’intero sistema di potere della sinistra. Per la conquista del Comune di Roma “La Destra” ha fatto la sua parte determinante con generosa partecipazione, nonostante gli ostracismi subiti nella campagna elettorale per le politiche”. Lo afferma Teodoro Buontempo che è stato candidato per la Destra alla provincia di Roma. “L’elezione di Alemanno allo scranno più alto del Campidoglio è un risultato che viene da lontano - osserva Buontempo -, una vittoria costruita passo dopo passo da una destra di popolo che negli anni ha dimostrato grande affidabilità”. Rutelli, sconfitto dai romani, invece, ha continuato con cinismo a seminare veleno e odio e ha pagato anche per la cattiva gestione della capitale nei suoi due precedenti mandati che mi videro con determinazione all’opposizione - conclude Buontempo -. Spero che con la nuova amministrazione la periferia di Roma possa diventare protagonista del cambiamento. Sono certo che il nuovo sindaco sarà capace di mettere in pratica iniziative per la rinascita della periferia e di garantire più sicurezza per l’intero territorio di Roma”

lunedì 28 aprile 2008

venerdì 25 aprile 2008

Da " Spigoli" http://faber2008.blogspot.com/

25 aprile:
per una memoria accettata e rispettata

“La pacificazione nazionale non può essere prospettata agli altri se non comincia da noi e se non si evidenzia in tutte le nostre parole, in tutte le nostre iniziative responsabili… se ne sono pienamente convinti tutti coloro che sono sempre stati e continuano ad essere vicini al Movimento Sociale Italiano… se ne sono pienamente convinti coloro che si onorano di aver militato nella Rsi, coloro che hanno fatto la dura scelta dei campi di concentramento ‘non collaboratori’, coloro che hanno subito galera ed epurazioni. E’ difficile, è addirittura impossibile che chi ha pagato di persona per una causa morale e nazionale, non sia oggi pienamente disponibile per pagare di persona per una causa altrettanto morale e nazionale.”
Così - nel lontano 1972 - Giorgio Almirante parlava di pacificazione nazionale che definiva “suprema esigenza morale”. Parole ancora attuali, perché nulla è cambiato. Dopo 36 anni - ed a 63 anni dalla fine della guerra civile - una parte d’Italia festeggia ancora in pompa magna la ricorrenza del 25 aprile come anniversario della liberazione, festeggiando un’insurrezione minoritaria che influì ben poco sull’esito finale, una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati in una guerra fratricida. Eppure, il 48,9% degli italiani non sente questa data come festa nazionale ed il 21,5% non sa neanche cosa viene celebrato. (Sondaggio Ferrari Nasi & Grisantelli, 4 aprile 2008)
Un evento che si rivitalizza a ridosso delle sconfitte elettorali della sinistra, come già avvenne nel 1994, e questa volta, con la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, la rabbia è tanta. “Bella ciao” e “Fischia il vento”, accompagnate dalle bandiere rosse e dai pugni chiusi verso il cielo, saranno le colonne sonore della rivincita dei 'trombati'. Una celebrazione che “non sarà mai una festa condivisa fino a che non si rimuoverà il suo lato oscuro e criminale, messo in luce da Pansa, circa le stragi e le bestialità commesse a guerra finita”. (Marcello Veneziani – Libero, 24 aprile 2008) Un lato oscuro e criminale sul quale si è aperto un piccolo scorcio di verità, un tragico capitolo di storia patria del quale non si sente parlare senza l’anacronistica retorica dell’antifascismo di ritorno.
Urge ritrovare la memoria, che non potrà essere condivisa, ma almeno accettata e rispettata reciprocamente. Serve favorirla ricordando con rispetto tutti i caduti della guerra civile. Con un’iniziativa che rischia di incontrare l’ostilità di entrambe le parti in causa: attraverso le testimonianze scritte dalle due parti in lotta, rendendo così onore a chi ha lottato ed è caduto in nome delle proprie Idee.

Da “Lettere dei condannati a morte della Repubblica Sociale Italiana”
«…ieri sera dopo che mi è stata comunicata la notizia, mi sono disteso sul letto e ho provato una sensazione che già avevo conosciuto da bambino: ho sentito cioè che il mio spirito si riempiva di forza e si estendeva fino a divenire immenso, come se volesse liberarsi dai vincoli della carne per riconquistare la libertà. Non ho alcun risentimento contro coloro che stanno per uccidermi perché so che non sono che degli strumenti scelti da Dio che ha giudicato sufficiente il ciclo spirituale da me trascorso in questa vita presente. Cara mamma termino la lettera perché il tempo dei condannati a morte è contato fino al secondo. Sono contento della morte che mi è destinata perché è una delle più belle essendo legata a un sacro ideale. Io cado ucciso in questa immensa battaglia per la salvezza dello spirito e della civiltà, ma so che altri continueranno la lotta per la vittoria che la Giustizia non può assegnare che a noi.»
Franco (18 anni)

Da “Lettere dei condannati a morte della Resistenza”
«Muoio per la mia patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto, accetto con rassegnazione il suo volere… Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l’Italia. Raggiungo con cristiana rassegnazione mia mamma che santamente mi educò e mi protesse nei vent’anni della mia vita. L’amavo troppo la mia patria: non la tradite e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano, perché non sanno quello che fanno e non pensano che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia… i martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la sua volontà.»
Giancarlo (20 anni)