Anzio, città da radici profonde.

Anzio, città dalle radici profonde.
Nell'antichità Antium venne assorbita nello stato romano.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.

domenica 24 agosto 2008

TOLLERANZA ZERO ! ! !


Drogato al volante investe centauro

Nel Napoletano, arrestato automobilista e compagno di viaggio

(ANSA) - NAPOLI, 23 AGO - Guida un'auto sotto l'effetto di droga, si scontra con una moto, ferendo il centauro, e fugge. E' accaduto a Quarto, nel Napoletano. Il motociclista e' stato ricoverato in ospedale con 40 giorni di prognosi. Due le persone a bordo dell'auto: Oreste Orselli, 40 anni, e Stefano Ferrillo. I carabinieri li hanno arrestati per concorso di lesioni personali, omissione di soccorso, resistenza a pubblico ufficiale; Orselli anche per guida sotto l'effetto di droga.
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E ORA MANTENIAMOLI NELLE NOSTRE CARCERI!!!

News di AdnKronos

Cronaca

ROMA: TURISTA OLANDESE VIOLENTATA, AL VAGLIO POSIZIONE 6 STRANIERI ACCAMPATI AL PORTUENSE

Roma, 23 ago. - (Adnkronos) - I Carabinieri di Ostia stanno verificando la posizione di sei cittadini stranieri che vivono all'interno di alcune roulotte nella zona di Ponte Galeria sulla Portuense, a Roma, dove questa notte e' stata aggredita una coppia di turisti olandesi che si erano accampati con la tenda nei pressi di un casolare abbandonato. I militari procederanno al piu' presto al riconoscimento. Le indagini effettuate finora fanno pensare che gli aggressori fossero persone che conoscono l'area e che occasionalmente si sono imbattute nella tenda dei coniugi olandesi. L'uomo e la donna, in viaggio attraverso l'Europa in bicicletta e rispettivamente di 54 e 52 anni, sono stati sorpresi nella notte da due persone che, dopo averli presi a bastonate fino a tramortirli, li hanno derubati di 1500 euro e a turno hanno abusato della donna.
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VIA QUESTE BESTIE DAL NOSTRO PAESE!!!
(E NON ME NE VOGLIANO GLI ANIMALI CHE MERITANO MOLTO PIU' RISPETTO DI QUESTI ESSERI)
BASTA!
BASTA!
BASTA!





RINFRESCHIAMO LA MEMORIA!!!

sabato 23 agosto 2008

IL COMUNICATO DI ROBERTO BUONASORTE FEDERALE DELLA PROVINCIA DI ROMA


# ROBERTO BUONASORTE scrive:
23 Agosto 2008 alle 10:26

è chiaro a tutti che qualcuno sta giocando una partita anche psicologica.
il piano della la santa è chiarissimo:
lei con la testa ( e non solo ) è già dall’altra parte, sa bene di perdere il congresso e ha già avuto rassicurazioni che verrà accolta nel pdl, ora lei deve candidarsi, non nella speranza di vincere il congresso, ma cercando di avere più voti possibili per offrirsi e vendersi ad un prezzo un po’ più alto che se facesse una scelta solitaria.
questa è l’unica verità, e sono molto dispiaciuto che per raggiungere un suo obiettivo ( questo si personale ) stia raccontando in giro un sacco di bugie per accattare voti congressuali sfruttando la buona fede di molti iscritti !
infine, e l’ho già detto questa notte, segretario, calma e gesso, e non fammi più sentire frasi del tipo : io posso sostenere anche un altro o cose di questo tipo, noi abbiamo seguito una idea che in questi ultimi anni era interpretata in italia solo da storace, un suo abbandono alla guida di questa idea sarebbe n on solo un male ma, consentimi, anche un tradimento !
francesco, non saranno quattro salottieri a chiudere la mia, la nostra e la tua storia politica, quindi ripeto, calma e gesso, il 10 novembre sarà uno dei giorni più belli della tua vita credimi.
roberto buonasorte

DAL BLOG DI STORACE


  1. Paola (Blocco Sociale Nazionale) scrive:

    COMUNICATO STAMPA BSN

    Il Blocco Sociale Nazionale
    a seguito delle dichiarazioni rilasciate in data odierna del portavoce del partito signora Daniela Garnero in Santanchè in cui tra l’altro afferma “… sia giusto partecipare alla costruzione del Pdl evitando l’autoghettizzazione di un partito che non può ridursi a un semplice comitato valido solo per recuperare rimborsi elettorali…” ed a seguito della presentazione della conseguente mozione congressuale
    •al fine di preservare l’identità de La Destra che ha affrontato la campagna elettorale in contrapposizione allo stesso PDL, e che su questa proposta ha raccolto 700.000 voti;
    •al fine di rendere evidente che il progetto liberal-capitalista del nascituro PDL è in antitesi con i principi di uno stato nazionale del lavoro di cui ci sentiamo i portatori;
    •al fine di isolare il tentativo di gettare fango sul partito La Destra, operazione portata avanti da chi antepone le proprie smodate ambizioni personali agli ideali di un mondo a cui sempre è risultata estranea;
    invita
    i componenti del CPN di dare un forte segnale di appartenenza e di rispetto per quei valori per i quali siamo andati a chiedere i voti agli elettori, manifestando tutto ciò con la firma della mozione presentata dal segretario uscente Francesco Storace

venerdì 22 agosto 2008

L'INCOMPRESO ! ! !

MALEDETTA DROGA !!!

DROGATO AL VOLANTE, UCCIDE DONNA INCINTA

ROMA - Una curva presa a tutta velocità, l'auto potente sbanda e finisce nella corsia opposta dove travolge una Suzuki Swift spezzando sul colpo due vite: quella di Nelly Gerardi, 25 anni di Roma e della bimba che da cinque mesi portava in grembo. Ieri notte, intorno alle due, le strade della provincia di Roma sono tornate a tingersi di sangue. A bordo dell'auto-killer c'erano quattro giovani, romani e tutti intorno ai venti anni. Stavano rientrando nella Capitale dopo una notte passata tra pub e birrerie di Anzio, sul litorale romano.

Tre di loro, compreso Pietro Galasso, 20 anni, che era al volante di un'Audi A3, avevano assunto cocaina: una serata "da sballo" finita in tragedia, in un violentissimo scontro frontale. Per Galasso sono scattate subito le manette. Per lui, che ora si trova rinchiuso nel carcere di Velletri, l'accusa è omicidio colposo aggravato dall'uso di sostanze stupefacenti. Il ragazzo, che lavora nell'impresa edile del padre e che vive in un appartamento nel quartiere-bene dell'Eur, in base alle nuove norme inserite nel Pacchetto sicurezza, rischia una pena che va dai 3 ai 10 anni di reclusione. I quattro, uno dei quali aveva già avuto una denuncia per spaccio, circa due ore prima dell' incidente erano stati fermati da una pattuglia dei carabinieri: il test dell'etilometro a cui erano stati sottoposti aveva riportato valori nella norma. Nell'incidente uno dei giovani è rimasto ferito ed è attualmente ricoverato in prognosi riservata all'ospedale San Giovanni di Roma ma non è in pericolo di vita. Nelly, che si divideva tra l'università e la passione per il ballo e la recitazione, stava rientrando a casa del suo fidanzato Gianluca, proprietario di un ristorante ad Anzio.

La vittima stava seguendo l'auto del fidanzato. I due si sarebbero dovuti sposare tra qualche settimana. Lo schianto è stato tremendo: la ragazza, che viveva a Casalpalocco, un quartiere residenziale tra Roma e il litorale di Ostia, è morta sul colpo e a nulla è valsa la corsa in ospedale per tentare di salvare il feto. Gli amici della giovane, figlia di un vigile urbano di Ostia, la descrivono come "una ragazza molto carina, solare e simpatica". Il suo sogno era sfondare nel mondo dello spettacolo, studiava canto e su internet, in una sorta di blog, aveva inserito un book fotografico e il suo curriculum denso di eventi, anche televisivi, a cui aveva partecipato negli ultimi anni. "In questa fase della sua vita - racconta uno dei suoi amici - aveva, però, un unico obiettivo: mettere su famiglia e aiutare il futuro marito nel campo della ristorazione".

da:

http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2103231.html

giovedì 21 agosto 2008

DA " Il Corriere della Sera"

mercoledì in edicola Su VANITY FAIR ITALIA IN ESCLUSIVA MONDIALE

Il dramma del fratello segreto di Obama
George Hussein: «Nessuno sa che esisto»

Il più giovane e sfortunato, mai di fatto avvicinato da alcuno: «Qui viviamo con meno di un dollaro al mese»

NAIROBI - Lo stesso sangue, lo stesso dolore, lo stesso padre che li ha abbandonati bambini: ma uno è in corsa per la Casa Bianca e l’altro vive in una baraccopoli africana. George Hussein Onyango Obama, il fratello dimenticato di Barack Obama, il più giovane e il più sfortunato non si era mai fatto avvicinare da nessuno: con una giornalista di Vanity Fair Italia ha passato una giornata nel ghetto in cui abita: «nessuno sa che esisto», ha dichiarato.

(George Hussein Obama @Guy Calaf  per Vanity Fair)
(George Hussein Obama @Guy Calaf per Vanity Fair)
«Qui viviamo con meno di un dollaro al mese» racconta mentre mostra il posto dove vive, a Huruma, periferia di Nairobi. La sua baracca, due metri per tre: dal tetto di lamiera penzolano tre stampelle e altrettante magliette; un poster dell’Inter, uno del Milan e un vecchio calendario di spiagge esotiche completano l’arredamento. E un’altra cosa: la copertina di un giornale locale, con la foto del senatore Barack Obama. Suo fratello. Nel ghetto tutti lo chiamano Hussein, il suo secondo nome, musulmano. Il padre, Barack Hussein Obama senior, aveva molto vissuto: poligamo, come quasi tutti in Kenya, alla sua morte aveva lasciato quattro mogli e otto figli. Si sapeva di Auma: molto vicina al fratello americano, nei mesi duri delle primarie democratiche gli aveva dato una mano in campagna elettorale. Si sapeva di Abongo, anche noto come Roy, anche noto come Malik: ogni tanto, dal Lago Vittoria, diceva la sua a riviste e giornali. Si sapeva dell’esistenza di tre altri Obama, uno in Cina, due a Londra: interpellati, avevano scelto di non parlare. Si sapeva anche che uno, David, era morto da giovane in un incidente di moto. All’appello mancava dunque soltanto lui: George Hussein Onyango Obama.

«Vivo come un recluso, nessuno sa che esisto», racconta. Se qualcuno gli chiede del suo cognome, e accade spesso, si schermisce: «Rispondo che non è un mio parente. Mi vergogno». Ha 26 anni, gli occhi sempre amari, e poco di cui vantarsi. Si è da poco iscritto al primo anno di un istituto tecnico commerciale. Ha per dieci anni vissuto per strada. Che effetto le fa vedere suo fratello alla televisione?

Si agita mentre risponde: «Obama, Obama, Obama, sempre Obama! Ma non dovrebbero occuparsi anche di McCain?». Con il fratello, si sono visti un paio di volte. Della prima, conserva un vago ricordo, aveva solo cinque anni. Di quell’incontro, esiste una traccia: un paragrafo, nell’epilogo dell’autobiografia di Barack Obama, I sogni di mio padre, in cui lo descrive come «un bel bambino dalla testa rotonda e dallo sguardo circospetto». La seconda volta, fu due anni fa. Il senatore arrivò assieme alla famiglia: il Kenya era una tappa di un giro pubblicitario in tutta l’Africa. Con lui viaggiavano, oltre alla moglie, Michelle, anche le figlie, Malia e Sasha. Le portò a Kogelo, a conoscere la nonna Sarah, davanti alle telecamere. Si fermarono per 45 minuti

«È stato un incontro breve. Ci siamo parlati. È stato curioso. Come incontrare un estraneo», dice George Hussein. Obama Barack ha rivisto il padre una volta sola, a dieci anni. Trascorsero assieme, a Honolulu, un disastroso Natale. Poi più niente, o quasi: notizie sporadiche, i racconti di sua madre e un profondo dolore. «Almeno Barack l’ha conosciuto. Voglio conoscerlo anch’io, voglio conoscere mio padre», dice George Hussein, piano. Jael, sua madre, si è da tempo risposata, ha avuto altri figli e vive lontano. Lui è solo. «Ho dovuto imparare a sopravvivere, a prendermi quello che mi serve». Nairobi non è un luogo ameno, men che meno lo è il ghetto. A Huruma, lo scorso gennaio, negli scontri post elettorali, almeno sei persone sono morte sotto colpi di machete. «La polizia qui non ti arresta, ti spara direttamente. Due miei amici li ho visti morire ammazzati». Come si è procurato tutte quelle piccole cicatrici? «Facendo a botte», dice. «Sono bravo a fare a botte».

da: L'Unione Sarda

Costa Smeralda, Santanchè sul Billionaire:

''Andrebbe chiuso, basta veline e cafonal''

''Addio a Porto Rotondo, a Porto Cervo e alla Sardegna dei miliardari e del cafonal. Il Billionaire è diseducativo, andrebbe chiuso''. Il ''mea culpa'' arriva da Daniela Santanchè, ex parlamentare di An
Costa Smeralda, Santanchè sul Billionaire: "Basta con le veline. Addio a Porto Rotondo, a Porto Cervo, alla Sardegna dei miliardari e del cafonal, che forse l'hanno rovinata. Meglio, l'abbiamo rovinata. Così diseducativo. E il Billionaire oggi andrebbe chiuso. Perchè io mi sento a disagio, e sì mi vergogno, vedendo quanto la gente di questi tempi faccia fatica a campare". Il singolare mea culpa è dell'ex candidata premier per "La Destra" di Francesco Storace, Daniela Santanchè, durante le sue vacanze in Costa Smeralda. Eppure - nonostante le sue dichiarazioni - il locale di cui la parlamentare ex An è proprietaria assieme a Flavio Briatore va a gonfie vele. "Mai così bene. Sempre affollato, champagne nei bicchieri. Non è questo. È che è finita un'epoca, si è chiusa per sempre una stagione. Quella del lusso da sbattere in faccia, da sbandierare. Del Billionaire. Delle Ferrari. E di tutte queste barche enormi, cafonissime, con la gente normale che passa, ti guarda e ti sputerebbe in faccia. Io la mia Aston Martin ora la lascio sempre nel garage".

IL CAMBIAMENTO Secondo Santanchè, il primo a fiutare che l'aria è cambiata è stato il proprietario di Villa Certosa, il premier Silvio Berlusconi. "Ecco perchè quest'estate non si è mai fatto vedere in giro, ha disertato tutte le feste, non ha mai messo piede al Billionaire. Fino all'anno scorso bisognava legarlo per impedirgli di andare. Ma quali nottate sugli yacht con 400 persone. Serate da 40.000 euro a botta. In casa. Con la moglie, mano nella mano, i figli, i nipotini". E anche la stessa Santanchè racconta di essere rimasta sempre sulla sua barca. "Mai scesa in piazzetta, e ora finalmente parto per Forte dei Marmi e Cortina", racconta. "Qui tanto hanno in mano tutto russi e arabi. E se mi siedo al bar, due caffè, un Bellini e un'acqua minerale, centotrenta euro. Centotrenta euro. Avrei dovuto chiamare la Guardia di finanza".

OLIMPIADI


DESTRA DI VALORI… L’ITALIA ALLE OLIMPIADI RISPECCHIA IL PAESE ITALIA… MILIARDI ALLO SPORT ITALIANO,finanziato per anni dalla schedina del totocalcio,hanno generato una miriade di dirigenti e burocrati a scapito delle strutture e degli atleti…gli sport di massa sono miseramente naufragati,mentre emergono ancora una volta le individualità di alcuni che per passione personale o dei propri genitori hanno fatto dello sport una scelta di vita ed un attaccamento ai valori…
VINCIAMO nella scherma,nuoto,judo,pugilato,tiro con l’arco,vela,tiro al piattello,lotta greco-romana e…
PERDIAMO nel calcio,volley femminile,pallanuoto,basket non qualificati ecc.
La responsabilità non è degli atleti,a cui comunque va il nostro riconoscimento,ma a quei dirigenti e presidenti di società che,al di là dello spettacolo e delle leggi di mercato,ingaggiano a suon di milioni (di euro) atleti stranieri che di fatto penalizzano quelli italiani a discapito delle rappresentative nazionali…
L’ITALIA DEGLI ITALIANI,L’ITALIA AGLI ITALIANI! ANCHE NELLO SPORT,QUESTO,E’ UN VALORE DI DESTRA!

Dr. Franco Aicardi