Anzio, città da radici profonde.

Anzio, città dalle radici profonde.
Nell'antichità Antium venne assorbita nello stato romano.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.

sabato 13 settembre 2008

Ezra Pound


Dai CANTI PISANI un frammento del testamento spirituale di Ezra Pound

Ciò che sai amare rimane, il resto è scoria
ciò che sai amare non ti sarà strappato
ciò che sai amare è il tuo vero retaggio
il mondo, quale? Il mio, il loro
o di nessuno?

Prima venne la vista, poi diventò palpabile
Eliso, fosse pure in quell’antro d’inferno,
ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio
ciò che tu sai amare non ti sarà strappato.
La formica è centauro nel suo mondo di draghi.
Deponi la tua vanità, non è l’uomo
che ha fatto il coraggio, o l’ordine o la grazia,
deponi la tua vanità, dico, deponila!
La natura t’insegni quale posto ti spetta
per gradi d’invenzione o di vera maestria,
deponi la tua vanità,
Paquin, deponila!
Il casco verde tua eleganza offusca.
“Padroneggia te stesso, e gli altri ti sopporteranno”.
Deponi la tua vanità
sei cane bastonato sotto la grandine
tronfia gazza nel sole delirante,
mezzo nero mezzo bianco
tu non distingui fra ala e coda
giù la tua vanità
spregevole è il tuo odio
che si nutre di falso,
deponi la tua vanità,
sollecito a distruggere, avaro in carità,
deponi la tua vanità
dico, deponila!
Ma avere fatto piuttosto che non fare
questa non è vanità
aver bussato, discretamente,
perché un Blunt ti apra
avere colto dall’aria una tradizione viva
o da un occhio fiero ed esperto l’indomita fiamma
questa non è vanità.
L’errore sta tutto nel non fatto,
sta nella diffidenza che tentenna…

venerdì 12 settembre 2008

RIFLESSIONI


Passatemi un piccolo sfogo:
l’articolo apparso questa mattina sul giornale del
fratello del premier…
Critica aspramente De Rossi per aver dedicato
i 2 gol fatti con la nazionale al suocero
“assassinato”
(sarà anche stato un delinquente ma è stato assassinato)
Ora criticare un ragazzo che per amore della moglie
dedica 2 gol al suocero assassinato, ci può anche stare,
ma che a farlo è il giornale del fratello di chi ha prepotentemente
in parlamento
più di qualche pregiudicato,
mi sembra alquanto incoerente, non trovate?
Maurizio Brugiatelli


da www.storace.it

INDECENZA

Un’indecenza. E’ la legge elettorale per le Europee del 2009. La maggioranza, come scrive Goffredo De Marchis su la Repubblica di oggi – articolo che vi proponiamo - è pronta a muoversi sull’ipotesi che cancella ogni tipo di mediazione: sbarramento al 5 per cento e abolizione delle preferenze. Il ‘Porcellum bis’, sostiene De Marchis, è il parto di un accordo tra Lega e Pdl: “Berlusconi ha dato il via libera al federalismo e in cambio Calderoli ha accantonato il compromesso con il quale cercava un accordo bipartisan sul sistema di voto alle Europee, ossia 4 per cento e preferenza unica”. E per ora “si procede con i provvedimenti già depositati in Parlamento”. Ma l’opposizione annuncia battaglia dura. Il Pd vede un clima difficile, “da muro contro muro”. “Faremo le barricate” annuncia Cesa, Udc. “Volantinaggi e presidi sotto le sedi del Pdl” dice invece Ferrero, segretario di Rc. Per Storace si tratta di “una nuova legge porcata, Napolitano la deve fermare”.

articolo-repubblica-elezioni-europee-12_09_08

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E LO CHIAMANO POPOLO DELLE LIBERTÀ'?

Ma quale libertà?Quella di fregarsene del popolo?
17 milioni di italiani hanno detto NO a PD-PdL
quindi l'attuale premier è stato votato da un terzo dei votanti!
art.1 della Costituzione
IL POPOLO E' SOVRANO!

il popolo se non si sveglia è

NA MONNEZZA

come dice A. Sordi nel sermone di
"Nell'anno del Signore"

Maurizio Brugiatelli
p.s.

avevo dato appuntamento a tutti al 15 sett. per il resoconto
non mi sono dimenticato!
E' quasi pronto
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Marisa Borghi
blogger di www.storace.it

Se fosse imperativo non potersi candidare per quanti hanno avuto condanne o sono inquisiti per reati di malavita organizzata,nemmeno loro ci arriverebbero al 5%!Possibile che l’UE accetti mafia e camorra senza battere ciglio?
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dal tgcom

12/9/2008

Palin: "Pronti a guerra con Russia"

"Abbiamo un piano divino per il mondo"

Cambiano le facce ma il ritornello repubblicano in politica estera è sempre lo stesso. Sarah Palin, la candidata alla vice-presidenza con McCain, in un'intervista in tv dichiara: "Una guerra con la Russia può diventare necessaria, se Mosca invadesse un altro paese come ha fatto con la Georgia". Non solo, il "pitbull col rossetto" rinfresca l'ideologia di Bush e soci: "La guerra in Iraq è un compito indicato da Dio".

La Palin si è detta a favore dell'inserimento di Georgia e Ucraina nella Nato. L'intervistatore, Charles Gibson, le ha chiesto se, in base agli accordi della Nato, l'America avrebbe dovuto entrare in guerra con Mosca nelle scorse settimane se il paese del Caucaso fosse stato membro dell'Alleanza. "Forse sì - ha risposto la Palin - questo è l'accordo che prendi quando sei un alleato della Nato. Se un altro paese viene attaccato, devi aspettarti di venir chiamato in aiuto".

"La Rivoluzione delle rose, la rivoluzione arancione, ci hanno mostrato che queste nazioni democratiche hanno diritto a stare nella Nato", ha detto la Palin. "Piccoli paesi democratici che vengono invasi da una grande potenza - ha aggiunto la vice di McCain - sono qualcosa sul quale dobbiamo vigilare. Dobbiamo essere consapevoli delle conseguenze di un grande paese che ne attacca uno più piccolo. Dobbiamo mostrare il nostro sostegno, in questo caso alla Georgia. E lo possiamo fare forse con sanzioni economiche contro la Russia, se si arriva a questo".

La Palin ha anche affermato di "essere convinta che vi è un progetto per questo mondo e che questo progetto sia per il bene. Penso che vi sia grande speranza e grande potenziale per ogni paese per vivere e veder protetti i suoi diritti inalienabili che sono dati da Dio. Credo che questi siano i diritti alla vita, alla libertà e all'inseguimento della felicità. Questo, a mio giudizio, è il grande piano del mondo".

L'intervistatore ha chiesto a Sarah se sia convinta che suo figlio, che sta per partire per l'Iraq, sia chiamato a "partecipare ad una missione divina". "Non so se è una missione divina - ha risposto la governatrice dell'Alaska - So che mio figlio ha preso una decisione e che sono molto orgogliosa di questa decisione che ha preso per le ragioni giuste: per servire qualcosa di più grande di lui rispetto ad un percorso di vita più facile, comodo e sicuro".

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L'Europa prenda le distanza da questa follia!

Maurizio Brugiatelli

giovedì 11 settembre 2008

IL NOSTRO UNICO POSSIBILE SEGRETARIO

LA PUNTATA DI IERI

DI MATRIX

CON FRANCESCO STORACE

4° PUNTATA DI MATRIX
Mercoledì 10 settembre 2008CASTA E VAFFA UN ANNO DOPO

Un anno fa due fenomeni scuotevano la vita politica e l’opinione pubblica italiana: il successo del libro inchiesta La Casta che denunciava gli sprechi e i privilegi della classe politica e il V-day di Beppe Grillo a Bologna che, pur nel silenzio dei media, fu una grande mobilitazione popolare. Da allora cosa è cambiato?Ne abbiamo parlato insieme ai nostri ospiti il giornalista e autore de La Casta Gian Antonio Stella, il direttore del Riformista Antonio Polito, Francesco Storace de La destra e il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.
La puntata è stata seguita da una media 1milione e 95mila spettatori con 4 Milioni e 802mila contatti.


clicca qui.
http://www.matrix.mediaset.it/index.shtml

da la destra news


11 settembre, tra affabulatori e affabulazioni: alla ricerca della democrazia perduta Segnala

Sono passati sette anni. Sette lunghi anni da quell’immane tragedia consumatasi a New York. Sette anni che hanno lasciato dietro di loro una scia indelebile di sangue. Molti hanno detto e scritto che l’11 settembre 2001 è stato l’inizio di una nuova storia dell’umanità, di un nuovo percorso per la democrazia. Una affermazione su cui si può concordare facendo comunque i dovuti distinguo. Che il Terzo millennio sia cominciato con una strage e una nuova strategia del terrore targato al Qaeda è innegabile. Ma è innegabile anche che a quella strage ne sono seguite altre in nome e per conto di concetti universali come pace e democrazia. Ben due guerre, quella afghana e quella irachena, hanno e stanno insanguinando il mondo, propagando i tentacoli su Madrid, Casablanca, Londra Sharm e Sheick. E’ il tributo che si deve pagare per una tranquillità che ancora non arriva? Certo, tutti sappiamo che la pace, da che mondo e mondo, si è costruita sui morti e sul sangue, ma per una umanità che si definisce civile non può e non deve essere così. Quel che appare chiaro ed evidente è, nonostante tutti lo neghino, uno scontro tra due civiltà, tra due mondi, tra due concezioni di vita che sembra sempre più essere giunte allo scontro finale. All’Armageddon, dove ne dovrebbe inevitabilmente restare in piedi una sola. Una vera follia. Difficile dire da che parte sia colpa e ragione. In questi casi, al di là delle solite teorie complottiste nelle quali molti amano guazzare, ognuno dei contendenti ha il proprio fardello da portare.

Ed anche questo è un fatto innegabile. Quello che diviene opinabile è l’utilizzo della guerra e del terrorismo come unica via percorribile per il raggiungimento dei propri scopi facendo leva sul concetto di pace e democrazia.

Ma cos’è realmente la democrazia? Sicuramente, per l’uomo del Terzo millennio, è un concetto aleatorio al quale ognuno dà una propria interpretazione che poi non corrisponde a quella del proprio vicino.

Lo scontro, anche violento quindi, come unico mezzo per l’affermazione delle proprie idee, dei propri principi, della propria ideologia. Non era propriamente questo quello che immaginava, duemila anni orsono un uomo che rispondeva la nome di Pericle.

In questo bailamme di sangue, morte, crisi economiche, sociali e politiche non sembrano nemmeno esserci quei margini utili a far sì che si possa rientrare nel solco di una filosofia di vita diversa da quella attuale.

Improvvisamente sembrano essere venute a mancare le basi culturali ed ideologiche di un intero mondo. Se il primato personale, se la sovra stazione, la diffamazione, il mettere alla gogna il proprio avversario, e si badi bene avversario non nemico, sono i concetti fondanti della politica e della vita quotidiana, non si capisce bene allora questi sette anni a cosa siano serviti.

Probabilmente a nulla se non ad inasprire e a cronicizzare una situazione già incandescente di per sé. Situazione che, inevitabilmente, si riflette poi sul nostro modo di vivere.

Discorsi catastrofisti a parte, sono comunque convinto che l’umanità ha sempre dimostrato di saper risorgere dalle macerie della propria storia. E’ una questione di volontà. E’ una questione di cultura. Noi, nel nostro piccolo, ce la stiamo mettendo tutta. Anche se siamo coscienti del fatto che un partito come il nostro possa dare profondamente fastidio. Essere scomodo. Lo sappiamo e sono mesi che lo diciamo a chiare lettere. Il che è anche legittimo. Ma resta comunque difficile da comprendere come ci sia qualcuno, che della democrazia, della pace, del solidarismo, dei diritti sociali e civili e, soprattutto, del dialogo dovrebbe essere campione, punti il dito accusatore solo perché il nostro essere politici riscuote comunque consenso e plauso tra la gente comune. Dare voce ai delusi, agli abbandonati dai partiti maggiori, a chi non crede più nella politica spettacolo è la nostra irrinunciabile scelta. E’ il nostro concetto di democrazia. Un concetto che, evidentemente, da fastidio a chi, invece di pensare al bene comune, cerca sempre un nemico da sfidare per nascondere il proprio annaspare nel procelloso mare di una politica sempre più casta (la legge elettorale sulle elezioni europee ne è un esempio così come la voluta cancellazione delle preferenze) e sempre più lontana dai cittadini. Ma soprattutto dal mondo reale.

Stefano Schiavi

Riflessioni dell'amico Bruno C.

A proposito di fascismo, qualcuno dovrebbe documentarsi meglio….

George Trevelyan (Storia d’Inghilterra, pag. 834):

Renzo De Felice (nel corso di una intervista televisiva):

Mordechai Poldiel (Storico israeliano): politica, quella militare e quella civile, si diedero da fare in ogni modo per difendere gli ebrei, per fare in modo che quelle leggi rimanessero lettera morta

Daniele Vicini (giornalista de l’Indipendente – 20 luglio 1993): <Ebrei e comunisti sciamano verso il Brennero, frontiera che possono varcare senza visto a differenza di altre (americana, sovietica, ecc.) (…). Polizia e carabinieri ricevono disposizioni dal Duce, chiare ed essenziali, anzi ridotte ad una sola parola: “Sorvegliare”. Non arrestare (…). Strana dittatura quella fascista. Strana democrazia quella americana.

ART.1 DELLA COSTITUZIONE IL POPOLO E' SOVRANO!!!

mercoledì 10 settembre 2008

LA DESTRA C'E' !!!

FASCISMO: DI ASSOLUTO C’E’ IL CAOS CHE REGNA IN AN

L’On. Roberto SALERNO de La Destra così commenta le affermazioni confusionarie di La Russa, Alemanno e Mantovano e dulcis in fundo di Fini.

“Mi aggiungo ai tantissimi che in questi giorni si sono pronunciati sulle questioni “fasciste” sollevate dai ministri e sindaci del Pdl.
Dico del Pdl e non più di An in quanto se non riconoscevo da tempo il significato di tale sigla in termini politici oggi non lo riconosco più nemmeno in termini giuridici di entità associativa e/o partitica essendo avviata l’ultima fase della sua liquidazione.
Quattro signori, questi, che hanno dato prova di confusione abissale e di un cammino personale maldestro dentro una storia umana, politica e sociale affrontata in questi ultimi anni con gravissima disinvoltura e totale assenza di obiettività.
Me lo ricordo bene l’ambiente di An negli ultimi giorni in cui soffrivo come Parlamentare, iscritto e militante, di un partito che non rispettava la storia e le persone.
Triste era lo spettacolo di ruffiani, di nani e ballerine che circondavano il “Capo” e i sottocapi, tutti sorridenti e pronti a giurare che mai avrebbero fatto ammiccamenti a “quella storia” e mai avrebbero fatto “sconti” a quel ventennio da scordare.
Hanno ingurgitato tutto questi signori e fatto ingurgitare a loro volta senza battere ciglio offendendo anche la memoria storica italiana e la tragedia ad essa legata.
Quando fu pronunciato il termine “male assoluto” nel lontano 2003 nessuno di questi signori si indignò, impegnati com’erano nella lotta per preservare il loro “culo” (Don Milani insegna che il culo bisogna chiamarlo così quando occorre), nessuno si indignò quando il capo di questo partito disse a una Direzione Nazionale, per giustificare il “lancio” del diritto al voto per gli immigrati, che gli albanesi di oggi sono come gli italiani di ieri.
Questi quattro signori hanno detto tutto e il contrario di tutto ed oggi, penosamente, si dimenano nella loro inconsistenza rilanciando malamente quello che hanno respinto e negato un minuto prima.
Mi ricordo quando Alemanno correndo da Sindaco di Roma, respinse l’alleanza con la Destra che non piaceva alla Comunità Ebraica perché in “odore” di fascismo dimostrando una autentica codardia personale prima ancora che politica.
Ora che sindaco è diventato lo sentiamo balbettare qualcosa che tra non molto giurerà l’esistenza di malinteso: il coraggio è un’altra cosa.
Tralascio altri commenti su ministri e presidenti di camera etc.
Torino 10 settembre ’08

On. Roberto SALERNO

martedì 9 settembre 2008