Anzio, città da radici profonde.

Anzio, città dalle radici profonde.
Nell'antichità Antium venne assorbita nello stato romano.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.

giovedì 16 ottobre 2008

E QUESTA ME LA CHIAMATE GIUSTIZIA?

ALTRO CHE

POPOLO\PARTITO DELLA LIBERTA'

E' DI "LEGALITA' VERA "

CHE HA BISOGNO IL PAESE



Massacrò genitori e fratello.

Ora la casa del delitto è sua


DA "IL GIORNALE"

LEGGI TUTTO
REGIONE LAZIO

GRUPPO CONSILIARE LISTA STORACE



COMUNICATO STAMPA


Roma, 16 ottobre 2008



VVF RIETI/VLADIMIRO RINALDI (LISTA STORACE):


“ SERVE UN POLO INTEGRATO PER LA SICUREZZA”


"525 interventi solo nel 2007 hanno impegnato la squadra giornaliera (8-20) dei VVF di Poggio Mirteto, dislocata dal Comando di Rieti, se il presidio fosse messo in condizioni di operare H24 arriverebbe a garantire dai 700 ai 750 interventi anno". Lo ha detto il capogruppo alla Regione Lazio della Lista Storace, Vladimiro Rinaldi, impegnato insieme al suo stretto collaboratore, dottor Daniele Belli, in una serie di incontri in tutte le caserme dei Vigili del Fuoco del territorio regionale. "I dati, del Ministero dell'Interno dimostrano che il presidio della Provincia di Rieti, reso permanente, potrebbe svolgere un ruolo unico per il territorio così come intuito e proposto dall'ingegner Antonio Albanese, Comandante dei VVF di Rieti, quello di 'Polo integrato per la Sicurezza'. Un progetto, solo in parte avviato con la convenzione tra il Comando VVF Rieti e l'ARES 118 - ricorda Rinaldi - e che necessita di un ampio consenso tra le varie istituzioni per realizzare un'unica sede operativa, già individuata dal Comune di Poggio Mirteto per la protezione civile, il volontariato, insieme con il 118 ed i VVF. Auspico - prosegue Rinaldi - che una volta tanto la ragione dei fatti possa superare la teoria delle chiacchiere, visto che, ad oggi, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco non ha ancora riconosciuto lo status di categoria speciale così come individuata per gli operatori del Comparto Difesa e Sicurezza. Mi farò, quindi, portavoce - conclude Rinaldi - presso la Regione per sostenere la fattibilità e l'estrema importanza di questo progetto per la sicurezza innovativo e unico nel Lazio".




Addetto stampa Lista Storace
Raffaella Carlini

mercoledì 15 ottobre 2008

FIRMATE PER UN DIRITTO DI TUTTI

IL BLOCCO SOCIALE NAZIONALE, NELLA ATTUAZIONE DI UNA VERA “OFFENSIVA SOCIALE” VOLTA ALLA TUTELA DELLE CLASSI SOCIALI PIU’ DEBOLI PROPONE LA SEGUENTE PETIZIONE DENOMINATA “LA CASA PRIMO DIRITTO”CON LA QUALE SI CHIEDE:

1- BLOCCO DEI PIGNORAMENTI DELLE ABITAZIONI ( PRIMA CASA)PER QUELLE FAMIGLIE CHE SONO STATE MESSE IN DIFFICOLTA’ DALLA CRESCITA VERTIGINOSA DEI TASSI DEI MUTUI.

2- RINEGOZIAZIONE “D’UFFICIO” DEL MUTUO CON MODULAZIONE DELLA RATA AD UN QUARTO DEL REDDITO ANNUALE DICHIARATO DA CIASCUN NUCLEO FAMILIARE SENZA AGGRAVIO DI ULTERIORI INTERESSI MA SOLO PROLUNGANDO LA DURATA DELLE RATE SINO AL PAGAMENTO DI QUANTO ORIGINARIAMENTE DOVUTO.

Poiche’ le banche hanno usufruito del salvataggio da parte dello Stato ( tutti noi in pratica), a noi del Blocco Sociale Nazionale, non pare vi sia nessuna eresia nel chiedere ed ottenere da parte del governo un patto con le banche, che sia a costo zero per le classi sociali piu’ deboli, e che abbia la duplice finalita’ di mettere al riparo interi nuclei familiari dalla spoliazione dei sacrifici di una vita per dare un tetto ai propri figli.
La presente e’ una proposta concreta e subito attuabile, seza costi per il bilancio dello stato e rappresenta una contropartita di grande valore morale che il sistema bancario deve sottoscrivere con il popolo italiano.
Ci teniamo a precisare che detta petizione e’ e deve essere assolutamente trasversale ed apartitica in quanto i poveri sono tali da qualunque angolazione politica li si guardi.
Chiediamo quindi A TUTTI di promuovere questa petizione nell’interesse primario della collettivita’.

http://www.firmiamo.it/lacasaprimodirittobsn

dal blog di www.storace.it

STORACE QUESTA SERA A EXIT, SU LA7

Il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, interverrà questa sera, a partire dalle ore 22,30 (seconda parte del programma), alla trasmissione Exit, in onda su La7.
In studio, la conduttrice Ilaria D’Amico (nella foto) affronterà con gli ospiti “un viaggio nella nuova destra”, con servizi e filmati che mostreranno un ritratto inedito e imprevedibile della gioventù che guarda a destra.
Accanto a Storace, ci saranno anche Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Liberazione, Angelo Mellone, giornalista e scrittore e Gennaro Migliore, ex deputato di Rifondazione Comunista.

martedì 14 ottobre 2008

LA PROVINCIA DI ROMA


LA DESTRA ASCOLTA I CITTADINI

AD ANZIO

PROGRAMMA del 19/ X / 2008

. INCONTRO ALLE ORE 11.00 CON UNA DELEGAZIONE DEL PARTITO

GUIDATA DAL FEDERALE DELLA

PROVINCIA DI ROMA


ROBERTO BUONASORTE


VISITA AL CAMPO DELLA MEMORIA

DEI CADUTI DELLA R.S.I. A NETTUNO

. ALLE ORE 15.00 AL GAZEBO DE “LA DESTRA”

IN PIAZZA PIA. ANZIO


con il capogruppo de “la Destra” al comune di Anzio

SEBASTIANO ATTONI

il consigliere comunale

ROBERTO GIACOPONI

Il portavoce comunale delegato al congresso.

MAURIZIO BRUGIATELLI


In collaborazione con
«Libertà e Azione» di Anzio


Alle ore 17,30 presso la «Veranda sul Mare» in via Riviera Zanardelli ad Anzio, presentazione

del libr «Dasvidania Bambola».
REGIONE LAZIO
GRUPPO CONSILIARE LISTA STORACE



COMUNICATO STAMPA

Roma, 14 ottobre 2008


CARCERE RIETI/RINALDI(LISTA STORACE): “ORA IL NODO E’ L’ASSISTENZA SANITARIA AI DETENUTI”


"Nell’attesa che il Ministero della Giustizia si decida a prendere in carico e attivare la modernissima struttura penitenziaria di Vazia a Rieti, ho voluto verificare la situazione attuale, nonché i tempi e le modalità di trasferimento dei detenuti”. Lo ha dichiarato Vladimiro Rinaldi, capogruppo della Lista Storace alla Regione Lazio che, insieme al suo stretto collaboratore dott. Daniele Belli, ha incontrato il Direttore del vecchio Istituto Penitenziario di Santa Scolastica, Giorgio Linguaglossa e il commissario Gaetano Meschini Comandante della nuova struttura e l’Ispettore Capo Imperi. “Alla condizione di precarietà dei detenuti di Santa Scolastica, ormai note a tutti - afferma Rinaldi – si sono aggiunte le difficoltà nell’ applicazione del decreto ministeriale entrato in vigore il 1° ottobre che prevede il passaggio dell'assistenza sanitaria al Sistema Sanitario Regionale dato che la Asl di Rieti attualmente non ha disponibilità, causa lavori in corso, per la degenza dei detenuti gravi né – denuncia Rinaldi - è in condizioni di operare nel miglior modo possibile nei fatiscenti locali dell’Istituto provvisti di macchinari obsoleti. Inoltre – puntualizza ancora Rinaldi – anche quando finalmente sarà possibile contare sulla nuova struttura, si dovrà tener conto dell’aumento della popolazione carceraria dato che Vazia è destinata ad ospitare parte dei detenuti di Regina Coeli con il conseguente incremento della domanda degli interventi sanitari e ricoveri d’urgenza. Quindi, è necessario – prosegue Rinaldi a sostegno della segnalazione del direttore Linguaglossa – che il Direttore Generale della Asl di Rieti si impegni a destinare e predisporre almeno alcuni dei locali del Nosocomio Reatino, alla degenza dei detenuti gravi. Per lo stesso motivo, anche il presidio sanitario andrà ampliato, dalle attuali 10 ore ad un’assistenza h24. Tuttavia – conclude Rinaldi – posto che la data di apertura del nuovo carcere, già slittata al 2009, è ancora sconosciuta ritengo incivile che la situazione dei detenuti degeneri in attesa che il Ministero di Grazia e Giustizia entri in possesso del nuovo Istituto”.

MUSSOLINI E' CITTADINO ONORARIO DI ANZIO E DI TANTE ALTRE.

Strane reminiscenze nella cittadina laziale.


Sono rimasto molto perplesso dall'estemporanea iniziativadel noto e stimato Sisto Orlandini, brillante e severo ricercatore storico di Anzio. Orlandini ha chiesto la revoca della cittadinanza onoraria concessa dal popolo anziate a Benito Mussolini, Capo del Governo italiano, il 14 maggio1924-II E.F. La richiesta del ricercatore anziate - dopo 84 anni! - mi ha sorpreso perché mai credevo che un'iniziativa del genere, del tutto priva di motivazioni che non siano palesemente politiche, potesse essere proposta da un serio professionista, fino ad oggi del tutto estraneo ad "inquisizioni ideologiche". Come si dovrebbe sapere, la cittadinanza onoraria venne offerta al Duce del fascismo -non chiesta per la sua "mania di grandezza" - dal popolo diAnzio, "dopo una lunga petizione firmata da un numero grandissimo di persone e associazioni politiche". Si trattava del vero popolo anziate, quello reduce dalle trincee del Carso dove aveva combattuto per la Patria. Que lpopolo che, poi, rinnoverà la sua fede nell'Italia accorrendo in Libia, in Etiopia, in In spagna, immolandosi su tutti i fronti della seconda guerra mondiale, finanche nelle ultime pagine "risorgimentali" della Repubblica SocialeItaliana. Oggi si vuole sconfessare quel popolo. Ma chi potrebbe mai porsi a paragone con quel popolo? Chi, oggi,può vantare così tanti sacrifici per la Patria, per la sua città? Chi moralmente può sanzionare la scelta che il popolo di Anzio fece in quel maggio del 1924? Orlandini giustifica la necessità della revoca con il fatto che, nel novembre1939, con la costituzione del Comune di Nettunia - che fondeva in un unico organico abitato Anzio e Nettuno -Mussolini contribuì "a rovinare l'immagine di una città":"Una vera e propria ingiustizia". Che il Duce del fascismo,nel 1939, avesse come pensiero quello di riunire i Comuni di Anzio e Nettuno è davvero un'affermazione che lascia il tempo che trova. La fusione fu un atto di buon senso, ideata principalmente da Mario Vaselli che era già Commissario Prefettizio di Anzio e Nettuno. Che senso aveva mantenere due amministrazioni "gemelle", per giunta rette -gratuitamente! - da un unico Commissario Prefettizio? Erano tempi quelli in cui la razionalizzazione dell'amministrazione dello Stato era un obbiettivo da conseguire quotidianamente e le spese superflue eliminate senza indugio. La creazione di Nettunia fu semplicemente un atto per razionalizzare le spese eccessive di due Comuni"gemelli" e proiettarli verso un futuro di benessere esplendore. Così venne fatto con la creazione di Imperia, di Apuania - l'attuale Massa Carrara - e per tanti altri paesi che ancor oggi dovrebbero ringraziare quelle fortunate riforme strutturali, per il benessere che hanno procurato.Tant'è vero che, ancor oggi, numerosi sono i politici - di tutti gli schieramenti! - che riconoscono la necessità di una fusione dei due centri, ma, purtroppo, l'ignoranza campanilistica molto diffusa e il timore di perdere qualche voto - cruccio costante in democrazia - hanno bloccato ogni iniziativa del genere, limitando il tutto a semplici, quanto inutili, dichiarazioni di intenti. Quella che oggi è sentita come una necessità per lo sviluppo e il benessere di Anzio e Nettuno era già stata realizzata dal fascismo 84 anni fa.Preveggenza? Magia? O semplice intelligenza politica? La scelta del nome di Nettunia fu, a suo tempo, contestata dai portodanzesi - così si preferivano chiamare gli anziati in quegli anni - per il semplice fatto che qualcuno aveva fatto credere loro di essere gli eredi dell'antica Antium. Cosa davvero improbabile per una comunità eterogenea, senza una storia comune, insediatasi sul quel territorio da pochi decenni. Si pensi che quando Anzio venne fusa con Nettuno aveva appena 82 anni di vita! Nulla se paragonati agli oltre2.700 anni in cui il territorio di Antium - che andava, grossomodo, dalle attuali Tor Caldara a Torre Astura - era stato unito in un'unica entità "amministrativa". Non per questo i veri eredi di Antium erano i nettunesi, ossia gli anziati "sopravvissuti" al declino della città romana e concentratisi in quell'abitato che, poi, prese nome dicastrum Neptuni. Altro che Anzio moderna! Come si vede, le pretese di "eredità" avanzate dal giovane Comune di Anzio crollano sotto l'evidenza dei fatti storici. Senza perderci in queste disquisizioni, ad un'analisi attenta dei documenti, si può dire che il peso della fusione dei due Comuni cadde principalmente su Nettuno. Infatti, Anzio poteva "vantare"un disastroso bilancio comunale, con debiti ammontanti a circa otto milioni di care e vecchie Lire dell'epoca (agosto1938). Questo debito fu "accollato" ai nettunesi. Senza dimenticare che l'unica vera azione di Mussolini verso Anziofu quella della bonifica integrale del "Villaggio africano", dove, al posto di malsane capanne in cui regnavano sudiciume, analfabetismo, malattie, sorse un funzionale e razionale"quartiere" che prese il nome di Falasche. Tutto questo persemplice volontà del Duce, tutto questo senza che i poveri abitanti della zona "sganciassero una Lira". Forse qualcuno dovrebbe incominciare a ringraziare, anziché proporre estemporanee iniziative "epuratrici" dal sapore squisitamente politico. E' come se si pretendesse di eliminare tutte le lapidi che in Anzio ricordano i variPontefici benefattori della città, come Innocenzo XII oPioIX, perché iumani" e, soprattutto, erano antimodernisti ed avrebbero severamente sanzionato ogni deriva ecumenista o conciliare(Vaticano II). Se il metro di giudizio, come in questo caso, fosse squisitamente politico, allora quanti politici democratici che hanno contribuito "a rovinare l'immagine" diAnzio dovrebbero perdere la cittadinanza anziate ed anche quella italiana? Anzio e Nettuno non hanno certo bisogno di"tribunali dell'inquisizione", devono guardare avanti, verso il futuro e, soprattutto, superare quel campanilismo fondato sull'ignoranza che ha ridotto queste meravigliose cittadine in posti tristi e vuoti, privi di quello splendore che riluceva 80 anni fa. Certo, Mussolini è un personaggio"scomodo", cittadino onorario di centinaia di città italiane che spontaneamente così vollero rendere omaggio al Duce del fascismo, in quella che è un'epoca ormai lontana. Ciò potrà dare fastidio a qualcuno che ancora prova "pruriti"politici. Ebbene, se qualcuno è infastidito dal fatto di essere concittadino di Benito Mussolini, può sempre rinunciare alla cittadinanza. Nessuno, siamo sicuri, nesentirà la mancanza.


Pietro Cappellari Ricercatore Fondazione della RSI - Istituto Storico

da la Destra news

Domani Buontempo su Rai 3


Segnala
Domani, martedì 14 ottobre, dalle ore 9,50 alle ore 10,15, il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo sarà ospite su Rai Tre della trasmissione Cominciamo bene.
Si parlerà di tifo e violenza, di sport e politica, con particolare riferimento alla vicenda degli ultras italiani che hanno intonato cori fascisti e bruciato la bandiera bulgara durante la partita Italia-Bulgaria a Sofia
.

domenica 12 ottobre 2008

l'europa che cambia


Haider, ma quale razzismo. Vince la

tutela della famiglia


Quando la destra avanza a valanga fa paura. Retaggi del passato, cattiva informazione, incapacità di comprendere i mutamenti delle società sempre più globali e sempre meno tranquille.


LEGGI TUTTO

Bravo il sindaco di Montesilvano

Via Almirante, la giunta approva

MONTESILVANO. Il leader storico del Movimento sociale italiano Giorgio Almirante, il sottosegretario di Alleanza nazionale Nino Sospiri, il consigliere comunale del Partito comunista italiano, Francesco Iezzi, e il giornalista del «Centro» Paolo Antonilli da ieri appartengono alla toponomastica di Montesilvano. Dopo le polemiche sull’opportunità di alcune scelte, i loro nomi entrano nello stradario cittadino.
Con il «sì» della giunta, quattro figure di rilievo della vita politica e sociale del Paese e della regione vengono consegnati al Pantheon della memoria. «Almirante e Sospiri sono una scelta troppo di parte», avevano commentato nelle settimane scorse esponenti dell’ opposizione e della maggioranza. Ma le critiche non hanno fermato il sindaco Pasquale Cordoma, deciso a ricordare due figure centrali della sua esperienza politica.