ALTRO CHE
POPOLO\PARTITO DELLA LIBERTA'
E' DI "LEGALITA' VERA "
CHE HA BISOGNO IL PAESE
Massacrò genitori e fratello.
Ora la casa del delitto è sua
DA "IL GIORNALE"
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IL BLOCCO SOCIALE NAZIONALE, NELLA ATTUAZIONE DI UNA VERA “OFFENSIVA SOCIALE” VOLTA ALLA TUTELA DELLE CLASSI SOCIALI PIU’ DEBOLI PROPONE LA SEGUENTE PETIZIONE DENOMINATA “LA CASA PRIMO DIRITTO”CON LA QUALE SI CHIEDE:
1- BLOCCO DEI PIGNORAMENTI DELLE ABITAZIONI ( PRIMA CASA)PER QUELLE FAMIGLIE CHE SONO STATE MESSE IN DIFFICOLTA’ DALLA CRESCITA VERTIGINOSA DEI TASSI DEI MUTUI.
2- RINEGOZIAZIONE “D’UFFICIO” DEL MUTUO CON MODULAZIONE DELLA RATA AD UN QUARTO DEL REDDITO ANNUALE DICHIARATO DA CIASCUN NUCLEO FAMILIARE SENZA AGGRAVIO DI ULTERIORI INTERESSI MA SOLO PROLUNGANDO LA DURATA DELLE RATE SINO AL PAGAMENTO DI QUANTO ORIGINARIAMENTE DOVUTO.
Poiche’ le banche hanno usufruito del salvataggio da parte dello Stato ( tutti noi in pratica), a noi del Blocco Sociale Nazionale, non pare vi sia nessuna eresia nel chiedere ed ottenere da parte del governo un patto con le banche, che sia a costo zero per le classi sociali piu’ deboli, e che abbia la duplice finalita’ di mettere al riparo interi nuclei familiari dalla spoliazione dei sacrifici di una vita per dare un tetto ai propri figli.
La presente e’ una proposta concreta e subito attuabile, seza costi per il bilancio dello stato e rappresenta una contropartita di grande valore morale che il sistema bancario deve sottoscrivere con il popolo italiano.
Ci teniamo a precisare che detta petizione e’ e deve essere assolutamente trasversale ed apartitica in quanto i poveri sono tali da qualunque angolazione politica li si guardi.
Chiediamo quindi A TUTTI di promuovere questa petizione nell’interesse primario della collettivita’.
Il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, interverrà questa sera, a partire dalle ore 22,30 (seconda parte del programma), alla trasmissione Exit, in onda su La7.
In studio, la conduttrice Ilaria D’Amico (nella foto) affronterà con gli ospiti “un viaggio nella nuova destra”, con servizi e filmati che mostreranno un ritratto inedito e imprevedibile della gioventù che guarda a destra.
Accanto a Storace, ci saranno anche Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Liberazione, Angelo Mellone, giornalista e scrittore e Gennaro Migliore, ex deputato di Rifondazione Comunista.
accorrendo in Libia, in Etiopia, in In spagna, immolandosi su tutti i fronti della seconda guerra mondiale, finanche nelle ultime pagine "risorgimentali" della Repubblica SocialeItaliana. Oggi si vuole sconfessare quel popolo. Ma chi potrebbe mai porsi a paragone con quel popolo? Chi, oggi,può vantare così tanti sacrifici per la Patria, per la sua città? Chi moralmente può sanzionare la scelta che il popolo di Anzio fece in quel maggio del 1924? Orlandini giustifica la necessità della revoca con il fatto che, nel novembre1939, con la costituzione del Comune di Nettunia - che fondeva in un unico organico abitato Anzio e Nettuno -Mussolini contribuì "a rovinare l'immagine di una città":"Una vera e propria ingiustizia". Che il Duce del fascismo,nel 1939, avesse come pensiero quello di riunire i Comuni di Anzio e Nettuno è davvero un'affermazione che lascia il tempo che trova. La fusione fu un atto di buon senso, ideata principalmente da Mario Vaselli che era già Commissario Prefettizio di Anzio e Nettuno. Che senso aveva mantenere due amministrazioni "gemelle", per giunta rette -gratuitamente! - da un unico Commissario Prefettizio? Erano tempi quelli in cui la razionalizzazione dell'amministrazione dello Stato era un obbiettivo da conseguire quotidianamente e le spese superflue eliminate senza indugio. La creazione di Nettunia fu semplicemente un atto per razionalizzare le spese eccessive di due Comuni"gemelli" e proiettarli verso un futuro di benessere esplendore. Così venne fatto con la creazione di Imperia, di Apuania - l'attuale Massa Carrara - e per tanti altri paesi che ancor oggi dovrebbero ringraziare quelle fortunate riforme strutturali, per il benessere che hanno procurato.Tant'è vero che, ancor oggi, numerosi sono i politici - di tutti gli schieramenti! - che riconoscono la necessità di una fusione dei due centri, ma, purtroppo, l'ignoranza campanilistica molto diffusa e il timore di perdere qualche voto - cruccio costante in democrazia - hanno bloccato ogni iniziativa del genere, limitando il tutto a semplici, quanto inutili, dichiarazioni di intenti. Quella che oggi è sentita come una necessità per lo sviluppo e il benessere di Anzio e Nettuno era già stata realizzata dal fascismo 84 anni fa.Preveggenza? Magia? O semplice intelligenza politica? La scelta del nome di Nettunia fu, a suo tempo, contestata dai portodanzesi - così si preferivano chiamare gli anziati in quegli anni - per il semplice fatto che qualcuno aveva fatto credere loro di essere gli eredi dell'antica Antium. Cosa davvero improbabile per una comunità eterogenea, senza una storia comune, insediatasi sul quel territorio da pochi decenni. Si pensi che quando Anzio venne fusa con Nettuno aveva appena 82 anni di vita! Nulla se paragonati agli oltre2.700 anni in cui il territorio di Antium - che andava, grossomodo, dalle attuali Tor Caldara a Torre Astura - era stato unito in un'unica entità "amministrativa". Non per questo i veri eredi di Antium erano i nettunesi, ossia gli anziati "sopravvissuti" al declino della città romana e concentratisi in quell'abitato che, poi, prese nome dicastrum Neptuni. Altro che Anzio moderna! Come si vede, le pretese di "eredità" avanzate dal giovane Comune di Anzio crollano sotto l'evidenza dei fatti storici. Senza perderci in queste disquisizioni, ad un'analisi attenta dei documenti, si può dire che il peso della fusione dei due Comuni cadde principalmente su Nettuno. Infatti, Anzio poteva "vantare"un disastroso bilancio comunale, con debiti ammontanti a circa otto milioni di care e vecchie Lire dell'epoca (agosto1938). Questo debito fu "accollato" ai nettunesi. Senza dimenticare che l'unica vera azione di Mussolini verso Anziofu quella della bonifica integrale del "Villaggio africano", dove, al posto di malsane capanne in cui regnavano sudiciume, analfabetismo, malattie, sorse un funzionale e razionale"quartiere" che prese il nome di Falasche. Tutto questo persemplice volontà del Duce, tutto questo senza che i poveri abitanti della zona "sganciassero una Lira". Forse qualcuno dovrebbe incominciare a ringraziare, anziché proporre estemporanee iniziative "epuratrici" dal sapore squisitamente politico. E' come se si pretendesse di eliminare tutte le lapidi che in Anzio ricordano i variPontefici benefattori della città, come Innocenzo XII oPioIX, perché iumani" e, soprattutto, erano antimodernisti ed avrebbero severamente sanzionato ogni deriva ecumenista o conciliare(Vaticano II). Se il metro di giudizio, come in questo caso, fosse squisitamente politico, allora quanti politici democratici che hanno contribuito "a rovinare l'immagine" diAnzio dovrebbero perdere la cittadinanza anziate ed anche quella italiana? Anzio e Nettuno non hanno certo bisogno di"tribunali dell'inquisizione", devono guardare avanti, verso il futuro e, soprattutto, superare quel campanilismo fondato sull'ignoranza che ha ridotto queste meravigliose cittadine in posti tristi e vuoti, privi di quello splendore che riluceva 80 anni fa. Certo, Mussolini è un personaggio"scomodo", cittadino onorario di centinaia di città italiane che spontaneamente così vollero rendere omaggio al Duce del fascismo, in quella che è un'epoca ormai lontana. Ciò potrà dare fastidio a qualcuno che ancora prova "pruriti"politici. Ebbene, se qualcuno è infastidito dal fatto di essere concittadino di Benito Mussolini, può sempre rinunciare alla cittadinanza. Nessuno, siamo sicuri, nesentirà la mancanza.| Domani Buontempo su Rai 3 | Segnala |
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Via Almirante, la giunta approva
MONTESILVANO. Il leader storico del Movimento sociale italiano Giorgio Almirante, il sottosegretario di Alleanza nazionale Nino Sospiri, il consigliere comunale del Partito comunista italiano, Francesco Iezzi, e il giornalista del «Centro» Paolo Antonilli da ieri appartengono alla toponomastica di Montesilvano. Dopo le polemiche sull’opportunità di alcune scelte, i loro nomi entrano nello stradario cittadino.
Con il «sì» della giunta, quattro figure di rilievo della vita politica e sociale del Paese e della regione vengono consegnati al Pantheon della memoria. «Almirante e Sospiri sono una scelta troppo di parte», avevano commentato nelle settimane scorse esponenti dell’ opposizione e della maggioranza. Ma le critiche non hanno fermato il sindaco Pasquale Cordoma, deciso a ricordare due figure centrali della sua esperienza politica.