Anzio, città da radici profonde.

Anzio, città dalle radici profonde.
Nell'antichità Antium venne assorbita nello stato romano.
La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa.
Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.
Nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.

mercoledì 23 gennaio 2008

RICEVO E PUBBLICO


Carissimo,
il 3 febbraio alle ore 11, al cinema Capranica, in piazza Capranica, La Destra proporrà alla Cdl la mia candidatura alla presidenza della Provincia di Roma. Ritengo questa occasione particolarmente importante per dare un segnale forte al mondo politico e all'elettorato. Le provinciali saranno, per La Destra, il primo vero banco di prova e un'affluenza numerosa domenica, servirà a darci quella forza e quella giusta spinta per raccogliere il consenso che meritiamo.

Diventa protagonista con la tua presenza. Non mancare.

Teodoro Buontempo

martedì 22 gennaio 2008

CAMPO NOMADI A NETTUNO? NO GRAZIE!!!



di Maurizio Brugiatelli


Sono appena tornato da una riunione di Fiamma Tricolore dove ero stato invitato per partecipare ad una conferenza stampa. L'argomento era su le voci, sempre più allarmanti, di un possibile arrivo di una nutrita comunità di nomadi sul territorio di Nettuno.
Erano presenti Antonella Mosca de "Il Messaggero" e Ivo Iannozzi de "Il Granchio" il sindaco di Anzio Candido De Angelis il portavoce de "la Destra" Marcello Armocida, ovviamente i rappresentanti di "Fiamma Tricolore" e alcuni cittadini. Era inoltre presente il sig. Massimo Franceschini proprietario del terreno sul quale dovrebbero insediarsi gl'indesiderati nomadi, che dopo una serie di premesse, nei confronti dei rappresentanti della stampa, ammetteva, di aver affittato a "un ente" (il comune di Roma n.d.r.) che avrebbe destinato il sito a "Oasi di solidarietà" ( termine vezzoso che altro non significa che "campo nomadi").
Comunque due cose sono emerse: A) I nomadi li vogliono mandare a Nettuno B) NOI NON LO PERMETTEREMO E CI OPPORREMO CON TUTTI E RIPETO TUTTI I MEZZI. LE "OASI DI SOLIDARIETA' " SE LE FACCIANO NEI GIARDINI DELLE LORO VILLE E SIANO SOLIDALI CON I CITTADINI ITALIANI IL POPOLO ITALIANO HA UN GRANDE CUORE E TANTA TOLLERANZA MA A TUTTO C'E' UN LIMITE E NOI SAREMO INSIEME A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO DECISO DI DIRE BASTA!!!

MA IN CHE PAESE VIVIAMO?

OFFESE A NAPOLITANO: STORACE, CREDEVO STORIA FINITA INVECE…

Roma, 22 gen. - “Pensavo che la storia riguardante Napolitano fosse finita. Invece, in un Paese in cui c’e’ una sollevazione di casta per un’inchiesta su raccomandazioni, gare e assunzioni; in cui si festeggia una condanna; in cui il magistrato che indaga sul presidente del Consiglio viene cacciato; in cui viene arrestato un artista che colora Fontana di Trevi o sparge palline in piazza di Spagna; in cui non si apre un’inchiesta su chi ha impedito minacciosamente al Papa di Parlare all’universita’; si processa invece un parlamentare dell’opposizione, reo di aver criticato il presidente della Repubblica, grazie alla compiacente autorizzazione dell’ex-ministro, che oggi lamenta le indagini di giustizia.
Curioso questo Paese…o no?”. E’ quanto dichiara il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.

da www.storace.it

da www.storace.it



di Francesco Storace

Tocchiamo ferro. Se tutto va secondo logica, si va al voto anticipato e finalmente finisce la sciagurata esperienza del governo Prodi, gli italiani scelgono una nuova maggioranza e La Destra tenterà di rimettere il Paese in cammino.

Le prossime ore si incaricheranno di dimostrare se tutto questo è vero oppure no. Intanto, noi siamo pronti: domenica 3 febbraio manifesteremo a Roma, alle 10,30, al cinema Capranica, a sostegno della proposta di candidatura di Teodoro Buontempo alla presidenza della Provincia di Roma. Dal giorno dopo, vista la situazione politica incandescente, la coalizione potrebbe rivedere il proprio rifiuto pregiudiziale alla candidatura unitaria del presidente de La Destra, una delle più popolari personalità della politica capitolina. Sarebbe incredibile rinunciare a questa opportunità.

Ma l’appuntamento ancora più importante sarà quello del 10 febbraio. Stefano Morselli, dirigente organizzativo del Movimento, sta preparando nei dettagli la conferenza organizzativa nazionale che si svolgerà – non a caso nella giornata del Ricordo – a Trieste. Lì chiameremo tutta la dirigenza de La Destra alla mobilitazione massiccia in tutto il Paese, nel nome di valori a cui non intendiamo rinunciare.

In quella data probabilmente i giochi saranno fatti e si aprirà la corsa elettorale. Svanita la speranza di Prodi – e guai a lui se ci prova o qualcuno glielo permette – di firmare 600 nomine nelle aziende di Stato; ridicolizzato il suo disegno di allungare l’agonia con una inutile parlamentarizzazione della crisi; preso atto che è incapace di guidare una maggioranza, visto che ogni volta dura solo due anni; puntiamo ad essere pronti con candidature per Camera e Senato in tutta Italia.

Sta a ciascuno di noi mettersi in contatto con i portavoce regionali per organizzare alla grande la campagna elettorale.

Dovremo rappresentare, nel centrodestra, l’ansia di cambiamento reale. Chi sosterrà la Destra non rinuncerà ai diritti in cambio di favori e questo dovrà emergere anche nella discussione programmatica. Mastella – si vocifera – va con Forza Italia? E’ un problema di quanti dovranno rinunciare al seggio sicuro, certo è che noi non potremo chiedere ai nostri elettori di votarlo, né si potrà chiedere ai nostri parlamentari di sostenerlo come ministro. Parliamoci con grande chiarezza: nella triste vicenda che lo riguarda e che ieri Porta a Porta ha messo in luce nel tratto di un uomo visibilmente esasperato, Mastella sicuramente si sta comportando come un combattente e di questo gliene va dato atto. Ma la battaglia che combatte non e’ la nostra. Lui, per ragioni personali – la mancata solidarietà della sinistra – butta giù un governo e siamo contenti. Se dovessi ragionare con la stessa logica, dovrei fare altrettanto nei suoi confronti visto che ha firmato il via libera a un processo contro di me non per favori, appalti e assunzioni, ma per un’opinione critica nei confronti del capo dello Stato.

Ma il problema non è personale. E’ politico, e riguarda un metodo, una concezione della politica. Il governo che vogliamo sostenere non dovrà trovarsi nello stesso imbarazzo del governo Prodi.

Basterebbe una riga nel programma del centrodestra: “Le nomine non si fanno (più) per spartizione politica”. E’ chiedere troppo?

PER NON DIMENTICARE

LA CANZONE DELLA DECIMA
Quando pareva vinta Roma antica,
sorse l'invitta Decima Legione,
vinse sul campo il barbaro nemico
Roma riebbe pace con onore.
Quando l'ignobil 8 di Settembre
abbandonò la Patria il traditore,
sorse dal mar la Decima Flottiglia
e prese l'armi al grido "Per l'Onore!".
Decima, Flottiglia nostra
che beffasti l'Inghilterra,
vittoriosa ad Alessandria,
Malta, Suda e Gibilterra.
Vittoriosa già sul mare,
ora pure sulla terra
Vincerai!
Navi d'Italia che ci foste tolte,
non in battaglia ma col tradimento,
nostri fratelli prigionieri o morti
noi vi facciamo questo giuramento:
noi vi giuriamo che ritorneremo
là dove Dio volle il tricolore,
noi vi giuriamo che combatteremo
finchè riavremo pace con onore!
Decima, Flottiglia nostra
che beffasti l'Inghilterra,
vittoriosa ad Alessandria, Malta, Suda e Gibilterra.
Vittoriosa già sul mare, ora pure sulla terra
Vincerai!




LO SBARCO DI ANZIO
L'operazione "Singole" (nome in codice dello sbarco ad Anzio e a Nettuno) avvenne il 22 gennaio 1944. A mezzanotte, dopo ventidue ore di attività, unità della Marina americana e della "Rayon Navy" (contrammiraglio Frana I. Locri e Tomai H. Troubridge) avevano fatto sbarcare 36.034 uomini, 3.069 automezzi e quasi tutti i mezzi d'assalto del 6° Corpo d'Armata statunitense, comprendente la divisione britannica (gen. W. Penny), un reggimento e un battaglione paracadutisti, tre battaglioni di "Ranger" e una brigata di "Commandos". Scarsa l'opposizione tedesca e modeste le perdite subite: 13 morti, 44 dispersi e 87 feriti.
La flotta di protezione era costituita da quattro incrociatori leggeri e 24 cacciatorpediniere. Le perdite tedesche erano state più rilevanti: due batterie costiere distrutte e due battaglioni decimati.
Ma gli angloamericani badarono solo a consolidare la testa di ponte e a far sbarcare le altre divisioni del Corpo d'Armata, cioè la 45a di fanteria (gen. W. Eagles) e la divisione corazzata (gen. EN Armoni), in tutto 34.000 uomini e 15.000 automezzi. I temporeggiamenti e l'eccessiva prudenza del generale Lucca (comandante del Corpo d'Armata angloamericano), diedero il tempo al Feldmaresciallo Kesselring (comandante del Gruppo d’armare "C") di eseguire i piani predisposti in caso di sbarco a Ravenna, ad Anzio, Civitavecchia, Livorno o Viareggio.
Le divisioni tedesche si misero in moto per convergere sulla testa di ponte di Anzio. La divisione corazzata "Hermann Goering" lasciò la zona di Frosinone: la 4a divisione paracadutisti quella di Terni; dal fronte del Garigliano la 29a divisione granatieri motocorazzata. Dall'Italia settentrionale, lo Stato Maggiore della 14' Armata e la 65a e 362a divisione di fanteria. Fu perfino disposto, da parte dell'O.K.W. (il Comando generale della Whermacht), l'invio ad Anzio della 715a divisione di fanteria dislocata nella regione di Marsiglia e della 114a divisione cacciatori di stanza nei Balcani.
Una conversione di truppe così decentrate non poteva avvenire in un giorno, sicché il 23 gennaio, tra Roma ed Anzio, vi era soltanto un distaccamento della divisione corazzata "Hermann Goering", con un assortito campionario di pezzi d'artiglieria (qualche pezzo anticarro da 88 mm, cannoni da campagna italiani, francesi e jugoslavi). Passarono sette giorni prima che la 14a Armata tedesca potesse assumere una consistente sistemazione offensiva.

PROSSIMA RIVOLUZIONE




La prossima rivoluzione italiana ed europea, che sarà una rivoluzione conservatrice, non potrà che partire dalla critica di questa Ideologia dominante [il Sessantottismo], dall'attacco politico e civile, sul piano del costume e del linguaggio, a questa Cappa che ci asfissia illudendoci di dare la massima libertà, e che ci rende schiavi e automi mentre finge di farci sovrani e autonomi. Rispetto a loro, la prossima trasgressione sarà la tradizione, sarà parlare di doveri prima che di diritti, di educazione prima che di liberazione. La prossima trasgressione sarà farsi un mito come loro si fanno un trans, e farsi una fede come loro si fanno le canne"

Marcello Veneziani

E ORA TUTTI ALLE URNE

Storace: "Nemmeno se Napolitano nomina 14 senatori a vita Prodi si salva, e ora subito al voto"

“156 senatori con il centrodestra, 158 con il centrosinistra. Poi se ne è andato Turigliatto: 157 pari. Poi se ne sono andati tre mastelliani. Scendono a 154. Fisichella sta lì lì e sono 153. I diniani sono attestati su un granitico forse. Potrebbero scendere a 150. Nemmeno se Napolitano nomina 14 senatori a vita si salvano. Prodi a casa e fateci votare”. E’ quanto dichiara il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace.

DA LA DESTRA NEWS

lunedì 21 gennaio 2008

LO STABILE DELLA VERGOGNA


E' UNA VERGONA!!!

DA ANNI QUESTO STABILE VERSA IN CONDIZIONI DI ASSOLUTO DEGRADO E NESSUNO PRENDE PROVVEDIMENTI

Pubblico l'esposto protocollato al Comune di anzio

Al comandante della polizia municipale

Dott. Enrico Macrì

e p.c.

al Sig. Sindaco Candido De Angelis

all’Ass. al patrimonio: P. Placidi

all’Ass. all’ambiente: L. D’Arpino

Oggetto: Ordinanza per la bonifica e messa in sicurezza dell’edificio sito in viale Corso Italia attualmente in completo stato di abbandono

In viale Corso Italia insiste un edificio in cemento armato, completamente incustodito aperto al pubblico e in totale stato di abbandono

CONSIDERATO

-che, l’immobile è ormai diventato un sito per lo scarico indifferenziato di rifiuti di vario genere

-che, nelle stagioni calde e non solo viene usato come ricovero notturno per immigrati e sbandati

-che, viene utilizzato da tossicodipendenti, per fare uso di sostanze stupefacenti indisturbati e incuranti della eventuale presenza di donne e bambini

-che, trovandosi l’edificio in prossimità della fermata dell’autobus, molti adolescenti,nell’attesa del mezzo per recarsi a scuola, lo usano per “giocare” con tutti i rischi che ne conseguono

-che, la zona scantinata è praticamente allagata e quindi è divenuta ricettacolo e ricovero di topi e ambiente adatto a colture batteriche rendendo così, se possibile, ancor più degradata la zona circostante

Per tutte le ragioni dette, il comitato cittadino “la Destra” città di Anzio, a nome dei cittadini che hanno a cuore il bene e il decoro della Città di Anzio chiede che il comando dei Vigili intervenga tempestivamente nei confronti della proprietà del locale in oggetto emettendo una ordinanza di pulizia integrale , bonifica e messa in sicurezza dello stesso, evitando cosi’ che lo stato di degrado denunciato possa determinare conseguenze irreparabili.

Chiediamo di conoscere quali i provvedimenti che verranno assunti

Maurizio Brugiatelli

www.mauriziobrugiatelli.it info@mauriziobrugiatelli.it

Siccome al 20\01\2008 nessun segnale è arrivato dall'amministrazione abbiamo deciso di fare una raccolta firme. I cittadini anziati sono accorsi e in solo 3 ore abbiamo raccolto più di 150 firme. Ha ragione il nostro Presidente Teodoro Buontempo che ci esorta ad andare tra la gente ad ascoltare la gente, perchè la gente è stanca, non ne può più. Sia a livello locale che nazionale non si fa che parlare di strategie incarichi poltrone, mentre i cittadini non arrivano a fine mese, sommersi dai rifiuti, dal degrado, dalle tasse. Poi c'è, chi brinda perchè ha preso solo 5 anni di condanna, tanto in galera non ci andrà mai, o chi non ha la dignità di dimettersi dopo aver governato prima il comune di Napoli e poi la regione Campania sotterrandola nei rifiuti, il ministri di grazia e giustizia con avviso di garanziae la moglie ai domiciliari. La stampa mondiale ci beffeggia e condanna il comportamento tenuto nei confronti del Papa, indesidersto all'università. La gente NON NE PUO' PIU' e si allontana sempre di più dalle istituzioni. La criminalità raccoglie i frutti del malcontento generale e trova con sempre più facilità persone pronte all'illegalità per andare dietro a questa società consumistica che ci costringuono a seguire. (Continua....)

FINI-STORACE ECCO LE DIFFERENZE

Dopo la sentenza di condanna a 5 anni del governatore della Sicilia

FINI: «Cuffaro resta? Scelta condivisibile»
FINI: «Una scelta non soltanto comprensibile».



STORACE - «Ho provato un forte fastidio per il brindisi di Cuffaro e proprio non mando giù che il centrodestra possa eleggere chi ha aiutato un mafioso». È stato invece il commento del leader de La Destra, Francesco Storace. «Adesso comprendo - ha aggiunto - perché Nello Musumeci si candidò in Sicilia contro Cuffaro».

ITALIANI "BRAVA GENTE"

«Cleme’ buttali giù» L’urlo di San Pietro fa piangere Mastella

di Luca Telese - lunedì 21 gennaio 2008, 07:00



«Clemente, buttalì giùùùùù!!!!!». Una giornata su e giù per l’Italia, sparato come la pallina di un flipper. La mattina a Ceppaloni, a mezzogiorno all’Angelus di Benedetto XVI, poi di nuovo a Ceppaloni, poi a San Nicola Manfredi, a Benevento, davanti alle case degli amministratori dell’Udeur colpiti dai provvedimenti restrittivi della magistratura. E meno male che si era imposto un momento di pausa. Una giornata che inizia nel freddo pungente della mattina nel Sannio, con un dubbio atroce che lo attraversa («Che accoglienza avrò, a Roma»?). E che si compie prima e dopo il discorso del Papa con un imprevedibile bagno di folla. Mastella entra in piazza San Pietro accompagnato dal cappotto cammello dell’amico Carlo Rossella - ex direttore del Tg5 e presidente Medusa - che lo avvolge con la sua solidarietà, alternando le professioni di fede per il Pontefice gridate a squarciagola («Oh, Viva il Papàààaaaa!») a quelle di antipatia per il procuratore dell’inchiesta Mariano Maffei ripetute con sarcasmo («Ma che, ancora gli date retta a quello? Dopo Matrix si sarebbe dovuto sotterrare, un cialtrone!»).
Una giornata segnata da quella mattinata passata in piazza tra i Papa boys, che lo ha caricato come una molla. Qualcuno pensava che magari poteva scapparci una contestazione, e invece alla fine Clemente ha trovato i ragazzini che si fanno la foto con il cellulare e la digitale vicino a lui, le vecchine che gli danno la loro benedizione, e persino due diversi gruppi di suore che gli testimoniano la loro solidarietà così: «Onorevole Mastella, stiamo dicendo le preghiere per lei». Caspita. Alle ore 12.20, quando la sorella in tonaca azzurra si fa ambasciatrice del gruppetto che è con lei in piazza, Mastellone quasi crolla al tappeto per l’emozione. Improvvisamente si mette a tirare su con il naso, si asciuga gli occhi, poi si commuove davvero rivolgendosi ai giornalisti e a Rossella: «Ma avete visto che nel gruppo c’erano anche delle sorelle africane? E secondo voi queste si mettono a pregare per un boss corruttore?». Ma il vero fatto politico, annunciato da grida sporadiche fin dall’ingresso, si compie quando l’ex Guardasigilli esce dalla piazza, avvistato e inseguito dal popolo ratzingeriano in Borgo Pio. È come un fiume che gli cresce alle spalle, man mano che la folla si dirada, e la mole di Mastella recupera visibilità. Lo salutano da lontano le comitive in piedi sul colonnato, c’è una vecchina che si aggrappa alla non proprio sobrissima sciarpa viola, c’è uno che grida: «Non ti voto ma ti ammiro!». E subito dopo, passo dopo passo, nella fiumana di quelli che defluiscono dall’Angelus inizia a salire una sorta di coro, una pioggia di inviti, di invocazioni: «Clemente, tira giù il governo!!!», «Mastè! Mandali a casaaaa....». «A Casa! A casa!». Buttali giùùùùùù», «Liberaci da Proooodi!», «Libera Sandra!», «Pensaci tu» e il non proprio compassionevole «Massacraliììì». Una sequenza che pare partorita dalla penna di qualche sceneggiatore di cinema (Rossella non c’entra) e che finisce quasi per imbarazzarlo quando i giornalisti gli domandano a bruciapelo: «Sembra che tutti qui la vogliano fuori dall’Unione». E lui, roteando le pupille: «Sapete, l’ho detto e l’ho ripetuto... questo per me è il momento della famiglia, le scelte politiche verranno dopo».
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LEGGO, PUBBLICO E COMMENTO:

Pur di mandare a casa questo governo, ...a cosa sono disposti gl'italiani !!!
E la cosa comica è che presumibilmente cadrà... su un Pecoraro, e sommerso da ...rifiuti.
Maurizio Brugiatelli