
Onore a te!!!
“La pacificazione nazionale non può essere prospettata agli altri se non comincia da noi e se non si evidenzia in tutte le nostre parole, in tutte le nostre iniziative responsabili… se ne sono pienamente convinti tutti coloro che sono sempre stati e continuano ad essere vicini al Movimento Sociale Italiano… se ne sono pienamente convinti coloro che si onorano di aver militato nella Rsi, coloro che hanno fatto la dura scelta dei campi di concentramento ‘non collaboratori’, coloro che hanno subito galera ed epurazioni. E’ difficile, è addirittura impossibile che chi ha pagato di persona per una causa morale e nazionale, non sia oggi pienamente disponibile per pagare di persona per una causa altrettanto morale e nazionale.”
Così - nel lontano 1972 - Giorgio Almirante parlava di pacificazione nazionale che definiva “suprema esigenza morale”. Parole ancora attuali, perché nulla è cambiato. Dopo 36 anni - ed a 63 anni dalla fine della guerra civile - una parte d’Italia festeggia ancora in pompa magna la ricorrenza del 25 aprile come anniversario della liberazione, festeggiando un’insurrezione minoritaria che influì ben poco sull’esito finale, una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati in una guerra fratricida. Eppure, il 48,9% degli italiani non sente questa data come festa nazionale ed il 21,5% non sa neanche cosa viene celebrato. (Sondaggio Ferrari Nasi & Grisantelli, 4 aprile 2008)
Un evento che si rivitalizza a ridosso delle sconfitte elettorali della sinistra, come già avvenne nel 1994, e questa volta, con la scomparsa dei comunisti dal Parlamento, la rabbia è tanta. “Bella ciao” e “Fischia il vento”, accompagnate dalle bandiere rosse e dai pugni chiusi verso il cielo, saranno le colonne sonore della rivincita dei 'trombati'. Una celebrazione che “non sarà mai una festa condivisa fino a che non si rimuoverà il suo lato oscuro e criminale, messo in luce da Pansa, circa le stragi e le bestialità commesse a guerra finita”. (Marcello Veneziani – Libero, 24 aprile 2008) Un lato oscuro e criminale sul quale si è aperto un piccolo scorcio di verità, un tragico capitolo di storia patria del quale non si sente parlare senza l’anacronistica retorica dell’antifascismo di ritorno.
Urge ritrovare la memoria, che non potrà essere condivisa, ma almeno accettata e rispettata reciprocamente. Serve favorirla ricordando con rispetto tutti i caduti della guerra civile. Con un’iniziativa che rischia di incontrare l’ostilità di entrambe le parti in causa: attraverso le testimonianze scritte dalle due parti in lotta, rendendo così onore a chi ha lottato ed è caduto in nome delle proprie Idee.
Da “Lettere dei condannati a morte della Repubblica Sociale Italiana”
«…ieri sera dopo che mi è stata comunicata la notizia, mi sono disteso sul letto e ho provato una sensazione che già avevo conosciuto da bambino: ho sentito cioè che il mio spirito si riempiva di forza e si estendeva fino a divenire immenso, come se volesse liberarsi dai vincoli della carne per riconquistare la libertà. Non ho alcun risentimento contro coloro che stanno per uccidermi perché so che non sono che degli strumenti scelti da Dio che ha giudicato sufficiente il ciclo spirituale da me trascorso in questa vita presente. Cara mamma termino la lettera perché il tempo dei condannati a morte è contato fino al secondo. Sono contento della morte che mi è destinata perché è una delle più belle essendo legata a un sacro ideale. Io cado ucciso in questa immensa battaglia per la salvezza dello spirito e della civiltà, ma so che altri continueranno la lotta per la vittoria che la Giustizia non può assegnare che a noi.»
Franco (18 anni)
Da “Lettere dei condannati a morte della Resistenza”
«Muoio per la mia patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto, accetto con rassegnazione il suo volere… Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l’Italia. Raggiungo con cristiana rassegnazione mia mamma che santamente mi educò e mi protesse nei vent’anni della mia vita. L’amavo troppo la mia patria: non la tradite e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano, perché non sanno quello che fanno e non pensano che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia… i martiri convalidano la fede in una Idea. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la sua volontà.»
Giancarlo (20 anni)
di Francesco Storace
Gli elettori delle liste La Destra-Fiamma Tricolore al Comune e alla Provincia di Roma sono stati invitati da Francesco Storace, Teodoro Buontempo, d’intesa con Luca Romagnoli, a sostenere i candidati alternativi alla sinistra nelle elezioni di ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. Lo hanno detto il segretario nazionale e il presidente de La Destra nel corso di una conferenza stampa. La libertà di coscienza sarebbe stata l’atto più ipocrita per un partito politico di fronte ad una tornata elettorale. Ci sarebbero state mille ragioni per invitare gli elettori a disertare le urne di fronte al trattamento ricevuto da La Destra e dalla Fiamma Tricolore in campagna elettorale e dal rifiuto ad apparentarsi. Di fronte avevamo tre strade: sostenere i candidati del centrodestra, sostenere quelli del centrosinistra, invitare all’astensione. Ma sia Storace che Buontempo si sono candidati in alternativa a Rutelli e a Zingaretti: “Il nostro – hanno detto – va letto come un gesto d’amore verso la città e la provincia e di responsabilità politica senza chiedere alcunché ai candidati del Pdl”. Storace ha sottolineato che Rutelli “ha detto cose oscene sul mio conto, dettate da propaganda ed evidente nervosismo, che si è ben guardato dal pronunciare nelle due uniche occasioni di confronto che abbiamo avuto”. Storace ha infine rivolto l’invito alla comunità ebraica di Roma a chiedere scusa a La Destra-Fiamma Tricolore per le vergognose accuse rivolte contro di noi, che peseranno sui rapporti futuri”. Infine, il segretario de La Destra ha chiesto ad Alemanno di non procedere con gli annunci di spoil system per l’amministrazione che intende presiedere: “gli avversari politici si rispettano, e mi riferisco a Goffredo Bettini, e non si epurano. Quelle cose lasciamole fare alla sinistra”.
Ballottaggi
“Al termine della riunione del direttivo romano conclusasi nella tarda serata di ieri, è stata votata all’unanimità la delega al segretario nazionale Francesco Storace per valutare a breve la posizione del partito in ordine al ballottaggio tra Rutelli ed Alemanno”. E' quanto riferisce una nota del direttivo romano de
“Va da sé - conclude la nota- che ogni altra posizione è, per quanto autorevole, prettamente personale. L’auspicio è che si trovi il modo per mantenere la nostra identita,preservando però la dignità di una comunità ingiustamente accusata di essere antisemita, accusa cui lo stesso Alemanno ha dato il suo personale e vergognoso contributo, rinunciando ad un apparentamento offerto".
Luisa Regimenti
“
“Unico altro argomento toccato nel corso della seduta è stata l’infamante accusa di antisemitismo con cui hanno cercato di bollarci e su cui speriamo si possa far chiarezza il prima possibile in quanto tutti possono ancora ben ricordare che il Senatore Storace fu l’unico uomo politico italiano invitato ai 90 anni del Rabbino Capo Toaff e il primo leader di un partito di destra italiano a recarsi a Gerusalemme.”
“Il Dipartimento da me rappresentato” continua
Storace le ridicole farneticazioni di Rutelli
“Rutelli ha sbagliato e molto. Ieri non sono andato in Tribunale per
E’ quanto dichiara il segretario nazionale de

Roma, 21 apr. - ”Ricordando gli ottimi rapporti che la comunita’ ebraica aveva con Francesco Storace nel periodo in cui quest’ultimo era Governatore della Regione Lazio, viene spontaneo chiedersi come mai ci sia stato questo radicale cambiamento di
opinione. Perche’ non si attacca il Pdl, con in testa la Mussolini e il superfascista Ciarra che sara’ addirittura senatore nel prossimo Governo?” . Lo afferma Vladimiro Rinaldi, capogruppo della Lista Storace presso il Consiglio Regionale del Lazio commentando quanto dichiarato nei giorni scorsi da Perla Pavoncello, la 24enne precaria
diventata nota quando Silvio Berlusconi le consiglio’ di sposare un rampollo miliardario.
“Sarebbe interessante ricevere risposta dalla giovane Perla Pavoncello? - conclude Rinaldi - Che i gravi fatti del passato passino in seconda linea di fronte al decantato fascino berlusconiano?”.
Ancora poche ore. Sono quelle che restano a Gianni Alemanno per decidere se accettare i voti de La Destra, nel ballottaggio di domenica per il Campidoglio, o se sottostare ai veti posti nei nostri confronti. Francesco Storace ne parla in questa intervista a la Repubblica, che vi proponiamo:
La Repubblica, domenica 20 aprile 2008

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La Destra ringrazia le centinaia di migliaia di italiane e di italiani che hanno sostenuto le liste unitarie con la Fiamma Tricolore a fronte di una campagna elettorale condotta ossessivamente contro di noi dalla forza politica che fa capo a Silvio Berlusconi. Aver raccolto il 2,4% dei consensi in una campagna elettorale iniziata quattro mesi dopo la fondazione del movimento e a fronte della scomparsa dei quattro partiti della sinistra radicale e del partito socialista consente di esprimere comunque un motivo di soddisfazione per partire ora con l’ organizzazione di un movimento strutturato in tutto il Paese, nella prospettiva di lavorare con la Fiamma Tricolore alla costruzione di una nuova forza politica rappresentativa dell’ area.
I suffragi raccolti non avranno voce parlamentare solo in ossequio ad una legge-truffa che impedisce la rappresentanza popolare in contrasto con le regole della democrazia.
Saranno presenti in Parlamento forze politiche che hanno raccolto meno voti di noi e già questo è gravemente significativo.
Il Cpn dà mandato al Segretario nazionale e al Segretario organizzativo di convocare l’ assemblea degli amministratori locali, l’ assemblea organizzativa e il congresso nazionale.
Il Cpn rivendica la scelta maturata all’ assemblea organizzativa di Trieste del 10 febbraio, di fronte all’ umiliante proposta di confluire nel Pdl senza il simbolo de La Destra, come invece concesso alla Lega Nord, all’ Mpa di Lombardo e, come era nelle intenzioni di consentire persino alla Dc di Pizza…
Abbiamo dimostrato dignità nel mantenere una posizione di coerenza senza cedere alle lusinghe del potere e ora chiameremo a raccolta tantissimi italiani che in tutto il Paese apprezzeranno comportamenti politici alieni dal rincorrere posizioni di rendita e di casta.
A questo proposito annunciamo la proposizione di una serie di quesiti referendari a partire dai costi della politica, non avendo alcuna fiducia nella capacità del sistema politico scaturito dal voto di autoriformarsi, e sui temi connessi alle questioni sociali.
In merito ai turni di ballottaggio per le elezioni amministrative si pronunceranno i Portavoce regionali a condizione che siano formalmente richiesti gli apparentamenti con La Destra – Fiamma Tricolore, d’ intesa con il movimento di Luca Romagnoli. Per il comune e la provincia di Roma, analoga delega è stata conferita al segretario e al presidente del partito.
Si impegna altresì l’ intera struttura a offrire la massima mobilitazione per le amministrative di giugno in Sicilia, secondo le indicazioni che perverranno dalla classe dirigente locale.